Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La consapevolezza delle sensazioni è la base

J.Krishnamurti: “La sensazione senza il pensiero crea un intervallo – nella routine – che è meditazione. «Ora, la questione è se possa esserci un intervallo, uno spazio; avere cioè soltanto la sensazione senza lasciare che il pensiero intervenga a controllarla. Questo è il problema. Perché il pensiero crea l’immagine e si aggrappa a quella sensazione? E’ possibile guardare una camicia, toccarla, averne la sensazione e finirla lì, senza che il pensiero intervenga? Avete mai provato a farlo?” […] Fonte
La sensazione come il campo base a cui l’esploratore sempre e senza sosta ritorna. Se la consapevolezza è permeata di sensazione e se l’osservatore ha coltivato ripetutamente quella disposizione, alla fine rimane solo la sensazione e il pensiero è assente, o irrilevante.
Se non c’è pensiero, non c’è frattura, né divisione, né separazione.
La consapevolezza dei dati sensoriali è consapevolezza del presente, presenza senza aggiunte: ciò che accade è fatto e i fatti non hanno attributi nel contesto di quello sperimentare.
Quando la consapevolezza è permeata di sensazioni, si apre all’esperienza il superamento di qualunque separatezza e la condizione unitaria d’essere diviene sperimentabile.
Questo accade immediatamente, non appena la mente si svuota e l’insieme è compenetrato di sensazione: la mente vuota viene invasa dall’elemento sensoriale.
La consapevolezza che la mente non ha contenuti, apre il campo alla sperimentazione consapevole di tutto ciò che la presenza della mente vela e ottunde e diventa accessibile l’ampio mondo dell’essere di cui le sensazioni sono il mattone delle fondamenta.
E’ un passaggio simultaneo: assenza di contenuto mentale – pervasività dell’esperienza sensoriale.
Oppure, in altri termini: pervasività della consapevolezza sensoriale – svuotamento simultaneo del contenuto mentale.
E’ sempre possibile questo passaggio simultaneo? Non sempre, dipende da quanto siamo identificati con il contenuto mentale.
La questione prima è dunque imparare a spegnere la mente come fosse un interruttore. Quando puoi farlo? Quando non ti senti legato al suo contenuto.


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