L’inutile discutere di via evolutiva e di via unitaria

Questo centro di coscienza e d’esperienza che è Essere che appare nel divenire, ma innanzitutto è Essere, risponde, nel divenire, a sue logiche evolutive e alle leggi che lo regolano.
Questo centro È, e sembra divenire.

La frattura tra via evolutiva (esoterismo, religioni) e via unitaria (Zen, Advaita Vedanta, via della Conoscenza) riguarda il punto su cui è appoggiata la consapevolezza e le conseguenze che se ne traggono.

Dal punto di vista di questo terminale di consapevolezza del centro di coscienza e d’espressione che chiamo con il mio nome, che importanza può avere conoscere il cammino evolutivo di una coscienza?

Se questo terminale è immerso nel dolore, molto conta sapere di poter evolvere dal dolore conoscendone le cause e rimuovendole. Ecco la radice della via evolutiva.

Se questo terminale è nella pace stabilmente, non cercherà niente altro e allora sprofonderà nella contemplazione di quel che È: ecco l’affermarsi della via unitaria.

Ne consegue che posso “frequentare” la via unitaria se c’è sostanziale armonia nel terminale, e mi trovo impigliato nella via trasformativa se quella armonia non c’è.

La Coscienza, la radice di questo terminale, cosa fa?
Evolve? È? Direi che è specchio fedele del terminale, e viceversa: È e sembra divenire.

Su tutti i piani c’è dunque questa ambivalenza e non ha senso parteggiare per l’Essere o per il divenire: ogni Coscienza, e con essa ogni terminale, appoggiano la consapevolezza esattamente dove possono permettersi di appoggiarla.

La Realtà non è né Essere né divenire, Essa È.
Il divenire è tale solo per l’identificato che ha necessità di esso: la percezione del tempo, dello scorrere, dell’evolvere nulla dice di rilevante a chi sperimenta l’Essere. Tutto narra invece a chi Quello non conosce.

Dunque, e affermo una ovvietà, tutto il nostro disquisire non ha alcun senso: Essere e divenire sono percezioni soggettive dell’unica Realtà assoluta che mai diviene altro da quel che è.

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Natascia

Per ora, le comprensioni acquisite, mi permettono di far scorrere le scene del divenire, e non identificarmi a lungo, ma anzi sempre più spesso, osservando con più o meno distacco.
Altro è affermare che Tutto È, perché ancora mancano le tessere.

Samuele

Trovo che hai introdotto elementi molto utili a comprendere meglio la realtà.
Grazie.

Nadia

Credo che questo post dia indicazioni utilissime per considerare il cammino personale in merito all’attuale via comune.

Luca

Non ha più tanta importanza l’essere e il divenire ad un certo punto del cammino

Catia belacchi

Nei tuoi scritti questo argomentare si ritrova spessissimo .
Per chi di muove ancora nell ottica del divenire ed ogni tanto ha percezione dell Essere, ogni scritto aggiunge un tassello nella possibilità di comprensione

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