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Scritto perfetto…perfetto non è un giudizio da “maestrina”, è una sensazione che nasce dalla lettura, niente da aggiungere, nessuna sbavatura, perfetto
E’ noto quel vuoto che descrivi.
Come sottolinea Catia e’ un vuoto di adesione ai pensieri e non assenza di essi.
E’ la condizione dello stare in cui i pensieri non sono in grado di percuotere la struttura.
Ora l’inquietudine spinge ancora, le si da spazio ma si e’ anche in grado di contenere quello spazio.
Quello stato che descrivi, sarà l’approdo.
Ora vedo la direzione e osservo quanto ancora ci sia da togliere.
Poi, accade a volte, che mi trovo a vivere quella condizione di vuoto e, la non adesione al mentale e all’emozionale è spontaneo.
Come se si stia strutturando nell’interiore, ma non sia ancora consolidato.
Questo post è per me utilissimo perché chiarisce che il vuoto non è assenza di pensieri ma non adesione ad essi.
Nella mia testa i pensieri vagolano ma non ho nessuna spinta ad aderirvi, non ho più interessi impellenti, né obiettivi da raggiungere, anche perché interessi ed obiettivi riguardavano una altra età.
La azione, se mi investe, deve avvenire spontanea.
Io comprendo questo;
non c’è soggetto,
c’è la responsabilità di portare avanti il proprio compito, nel mondo della materia.
Comprendo quanto affermi. È un orizzonte, che pur se da molto lontano, inizia a scoegersi…
Il senso di vuoto mi spinge a volte a cercare delle sensazioni fisiche mentali come a dire: ci sono non sono morto).