Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Negli abissi del non senso

Dagli abissi del non senso sorgono i gesti che portano a compimento il karma di alcuni e spargono simboli per tutti.
Giovani che poco sanno della vita e molto conoscono la propria frustrazione e l’assenza di scopo che li pervade, imbracciano un mitra e gridano Allahu Akbar, appellandosi ad un dio di cui nulla sanno nella ricerca di una giustificazione al loro odio.
Poco centra il terrorismo, molto i tracciati esistenziali dei carnefici, delle vittime e i simboli per tutti noi che siamo invitati a riflettere sulle cause, sulle ingiustizie, sul vuoto esistenziale di troppi.
Si può fare qualcosa? Possiamo divenire costruttori di senso? E cosa genera senso e sostanza in una vita e la rende degna di essere vissuta?
Il dio a cui questi giovani sacrificano le proprie vite e quelle altrui, è un non senso, come è il non senso che genera il loro odio.
Allevati nel vuoto della conoscenza, perché evidentemente non pronti ad una conoscenza più profonda, del non senso sono intrisi e si appellano ad un dio inconsistente ed effimero come le merci che vedono nei mercati e che non possono permettersi.
Nel vuoto di sé, ora ci si riempie di sesso, ora di consumo, ora di dio: l’importante è cercare di riempirsi.
La questione ci interroga e in causa non c’è l’Islam più o meno radicale, ma il cammino di coscienze prive di strumenti di analisi, di formazione, di modelli positivi, autorevoli e credibili.
Dovessi declinare la causa radice così come appare alla mia comprensione, direi che noi adulti –  e la società che è nostra figlia – non siamo e non appariamo credibili ai giovani: vecchi corrotti nell’animo dal niente e che questo spargono attorno.
Anche se non sembra, il problema siamo noi, mai è l’altro che può essere anche simbolo feroce ma, forse, tanto più feroce diviene quanto più non viene letto, ascoltato, provveduto.


Se hai domande sulla vita, o sulla via, qui puoi porle.
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  1. I simboli rimandati dalle azioni di questi giovani urlano. Come possiamo continuare a ignorare le nostre responsabilità? Il richiamo è forte e riveste carattere d’urgenza. Grazie, Roberto. Con le tue parole ci aiuti a leggere e a rimanere in ascolto dei messaggi veicolati da questi eventi.

  2. In queste 2 settimane preziose di ferie il non senso ha bussato più volte alla mia porta e nonostante io non sia del tutto sprovvisto di strumenti di comprensione, ho nuovamente constatato quanto sa essere pesante e pernicioso. Il non senso.

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