Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

L’obbedienza profonda

C’è un momento in cui la vita chiama e la risposta giunge senza esitazione, senza riflessione, senza discernimento alcuno: semplicemente accade d’obbedire, sorge nell’intimo un sì come moto di pura gratuità.
Per qualunque ragione chiami la vita, in qualsiasi ambito, la reazione è pronta: il soggetto, libero dall’ingombro di se stesso, dei propri bisogni, aspettative e giudizi, non discute, non pone condizioni, non sottolinea la propria disponibilità, è semplicemente pronto.
La chiamata della vita è occasione per il sì incondizionato, come per la freccia la volontà dell’arciere.
Non essendoci alcun fondo di resistenza, alcuna pigrizia, alcuna indolenza, obbedire è facile.
Tutte le resistenze sono state superate, ciò che la mente coltivava come sue priorità è stato accantonato, ha perso valore e significato: quando la vita bussa, solo quello esiste.
L’obbedienza profonda non ha a che fare con le convenienze, le consuetudini, i sistemi d’ordine: è un cuore sgombro che obbedisce all’accadere, al fatto che viene e canta la vita in quella forma e in quell’attimo.


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