Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Solo nella relazione profonda c’è svelamento

Definiamo relazione profonda quel rapporto affettivo, lavorativo, spirituale che non avviene nell’ottica del “tu mi servi/io servo a te”ma dentro ad un consapevole respiro esistenziale.
Definiamo svelamento l’affiorare alla consapevolezza delle paure, inadeguatezze, vulnerabilità, presunzioni, automatismi che governano il nostro interiore e alle quali aderiamo dicendoci che quello noi siamo.
Se la relazione porta con sé lo svelamento, questo dove conduce?
-Al nascondersi a se stessi accusando l’altro: alla vittima.
-Alla crisi, alla precarietà interiore, alla colpevolizzazione.
-Alla crisi, al rimboccarsi le maniche: questo è lo stato dell’arte, con questo debbo fare i conti, inutile lamentarsi: il mio limite è la mia possibilità.
Quest’ultima disposizione è quella che incoraggiamo: grazie alla vita c’è sempre qualcuno che ci svela, che ci impedisce di nasconderci e questo avviene tutti i giorni, a tutte le ore.
Quel qualcuno, e ciò che ci aiuta a svelare, è la nostra benedizione perchè non ci dice: “Tu sei sbagliato!”, ci ricorda che possiamo cambiare: a partire da ciò che siamo possiamo lavorare consapevolmente perchè altro affiori.
Noi leggiamo lo svelamento come giudizio ma, nel film della nostra vita che, lo ricordo, è personale e soggettivo, l’unico giudizio operante è quello che ci diamo da noi.
Smettere di farsi del male diviene l’imperativo e questo è possibile solo se ricordiamo che:
-vivere è affrontare il non compreso;
-il limite è la manifestazione plastica di ciò che compreso non è.
Non è una colpa non avere compreso questo o quello: tutti i viventi stanno confrontandosi con del non-compreso, ciascuno con il suo.

L’immagine è tratta da: http://relazioni.uncome.it/articulo/come-sapere-se-la-mia-relazione-e-conflittuale-3509.html

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