Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La mente come strumento

Domande e risposte sulla via e sul vivere 3

Chiede Serena: fino a dove l’uso della mente va bene e quando invece si deve andare oltre?

La mente seziona la realtà attraverso il giudizio, la misurazione, la parametrazione di ogni fatto con cui entra in relazione.
La realtà sentita dalla coscienza passa attraverso la meccanicità della mente, si riveste di emozione e infine diviene azione, realtà nel tempo e nello spazio.
Se la coscienza è il proiettore cinematografico dentro cui scorre il film che viene sentito, la mente è la lente del suo obbiettivo, quella che permette al fotogramma sentito di divenire il complesso di raggi di luce che raggiungono lo schermo.
E’ evidente che senza la mente non vi sarebbe la realtà, né sarebbe possibile indagarla e conoscerla. Le esperienze che viviamo e che sono quelle da cui la coscienza estrae i dati che le servono per comprendere, avvengono principalmente attraverso lo strumento della mente.
Quando la mente diviene un ostacolo piuttosto che uno strumento? Quando noi ci affidiamo eccessivamente ai suoi  strumenti e alle sue logiche, quando non siamo capaci di dubitare di questi, quando il recitato mentale ci sembra la verità.
La mente sempre proporne una lettura del reale, questo è naturale e fisiologico ma, quella lettura, è corretta? Tiene conto dei molti fattori in campo? E’ compassionevole?
Se ci poniamo queste domande scopriamo che la mente mai coglie l’insieme dei fatti e, anche qualora dovesse coglierlo, non tiene in conto la limitazione del paradigma che usa e che la realtà non solo va capita, ma va soprattutto compresa.
Per comprendere un fatto, una situazione, non serve la mente, serve il sentire: se ci approcciamo al reale solo con la mente e non anche con il sentire, non caglieremo mai la vera natura di ciò che accade, non lo comprenderemo mai.
Senza il sentire, la mente divide, frammenta, crea opposizione e a volte ostilità.
Illuminata dal sentire è strumento più o meno efficace della compassione.


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  1. In tutte la cose è indispensabile fare pulizia. L’essere umano possiede più livelli: soma, emozioni, mente, energia, spiritualità che vengono organizzati secondo le esperienze dalla coscienza personale. La coscienza personale in genere riflette la coscienza universale, mentre l’anima reagisce secondo una luce ed energia propria data all’essere umano al momento della nascita e si sposta e si allontana dal nostro corpo in relazione a come gestiamo le esperienze terrene. L’armonia viene raggiunta quando l’intelligenza della mente e l’intelligenza del cuore sono in equilibrio. Per lo più questo non avviene perchè la mente ego prende il sopravvento sul cuore. Per raggiungere la felicità esistenziale occorre fare il modo che il cuore non rimanga per tutta l’esistenza terrena sotto il controllo della mente ego.

  2. Mi ha colpito più di tutto l’ultima frase: (La mente) illuminata dal sentire è strumento più o meno efficace della compassione.
    L’ho sperimentato ma non ci avevo riflettuto.
    La compassione per l’altro, in me, è sorta dopo che la mente l’aveva fatta a lungo da padrona. Visto che questo atteggiamento mi lasciava nello stallo e nell’insoddisfazione , via via ho abbassato la guardia, è cambiato il punto di osservazione e un poco alla volta è emerso il sentire l’altro non diverso da me. La mente ora ha accettato questa consapevolezza e la asseconda.

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