Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Nella tempesta la via è interrogarsi

La realtà personale e sociale che accade quotidianamente è sempre il simbolo di qualcosa che dobbiamo comprendere.
All’interno di questa logica il simbolo parigino è inequivocabile: occorre interrogarsi più che bombardare.
Fluctuat nec mergitur (è sbattuta dalle onde ma non affonda) è il motto della città di Parigi: le onde sono i problemi non risolti di questo tempo, le cecità, gli interessi celati, gli egoismi, il non compreso di una parte dell’umanità che risiede nell’intimo dei carnefici, come in quello delle vittime.
Se nel cuore di alcune persone cresce l’odio è giusto fermarle, ma poi bisogna saper osservare, ascoltare ed interrogarsi perché quell’odio non parla solo di loro: accadendo a noi, parla di noi.
Il film della vita non è mai oggettivo, è sempre un film soggettivo prodotto dal singolo ad uso e consumo della propria coscienza, o generato dalla comunità dei singoli con lo stesso fine.
Il “nemico” è innanzitutto nel nostro interiore e ha il nome semplice, e troppo a lungo ignorato, di non – compreso.

Se avete tempo, leggete questa analisi: Guerra all’Isis, il problema è quello che succede dopo.

Fonte immagine


Se vuoi puoi iscriverti alla newsletter “Il Sentiero del mese” con gli appuntamenti, i post pubblicati di recente, la vita nel Sentiero contemplativo. 

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *