Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Volontà e non-mente

Una comunicazione di Soggetto, via della Conoscenza (15)
L’uomo che è arrivato alla non-mente dovrebbe accettare di non agire affatto, perché l’azione implica una finalità, la finalità implica porsi un obiettivo e porsi un obiettivo implica considerare la realtà come qualcosa che si vuole modificare o alterare o strutturare secondo quanto si pensa.
Invece, per la non-mente l’accettazione del ciò che è implica che tutto ciò che avviene vada semplicemente constatato e non modificato, se non nel senso di adoperarsi nell’unico modo in cui è possibile farlo, che è agire secondo l’impulso che proviene dalla Coscienza. Ma allora a che cosa serve la volontà nell’uomo che progredisce ed a che cosa gli serve nel momento in cui lui incomincia a fare il salto e si interessa a tutto quanto riguarda quel salto?
La volontà, l’ansia del modificarsi ed il continuare a dirsi: “Io devo cambiare” sono utili all’uomo finché lui fa il passettino dopo passettino, e cioè tende verso un qualche ideale, per cui misura la distanza che nota in se stesso rispetto al suo ideale. Ma quando un uomo matura in sé l’idea che non c’è ideale da raggiungere e che tutto ciò che esiste è già perfetto, allora che cosa succede dell’ideale e della sua azione o della sua volontà o dei suoi propositi?quando un uomo matura in sé l’idea che non c’è ideale da raggiungere e che tutto ciò che esiste è già perfetto, allora che cosa succede dell’ideale e della sua azione o della sua volontà o dei suoi propositi?
E se si toglie anche la parvenza dell’impegno in direzione di un ideale, che cosa rimane di lui, come persona distinta, cioè come persona che si qualifica proprio per il fatto che è lui che tende a qualcosa o che è lui diretto verso una meta o che è lui che aspira a trasformarsi?
Quando si toglie anche questo, non ha senso per voi parlare di una vita che ha uno scopo, ed allora la vita diventa semplicemente ciò che gli appare come avvenimento. E quindi non ha senso per voi parlare ancora di proposito evolutivo o parlare di uno sforzo che renda tutti voi adatti alla trasformazione che, prima o dopo, vi può portare a raggiungere l’Uno.
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  1. ‘Dove volete andare passettino dopo passettino?’ 🙂

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