Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

“Vi chiedo di essere pastori con l’odore delle pecore”

Questa è la frase pronunciata da papa Francesco ieri, giovedì santo.
Mi ha colpito perché è ricca di implicazioni.
Le pecore puzzano. Sono disposti i pastori a puzzare?
E’ disposta la chiesa dei pastori a puzzare?
Sono disposti chiesa e pastori a lasciare che il puzzo delle pecore olezzi anche il corpo di Cristo, l’immagine che loro si sono costruiti dell’essere Cristo?
Fuor di metafora: sono disposti i pastori e la loro chiesa ad incontrare il mondo smettendo di ritenersi migliori di questo?
E che cosa comporta per i pastori, la chiesa ed il mondo questo incontro vero?

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  1. Bellissima metafora.
    Io da diversi anni propongo che il presepio si faccia in stalle vere o si importi un po’ di odore di stalla nei presepi.
    Solo per recuperare il messaggio autentico della rappresentazione sottraendola al significato folkloristico e di attrazione turistica che penso gli abbiamo attribuito.
    Grazie

  2. Quella stessa puzza maleodorante di gente sporca accatastata sui propri cartoni accanto al Tavernello condiviso che trovo in Cadorna. Questo è l’esercizio, lì la vera palestra. Tutti i personaggi interiori che escono come al circo, un vero spettacolo. E poi la pace.

  3. …e quanto io sono disposta a sporcarmi le mani, ad imparare da questo gesto e da ciò che emerge? Quanto in realtà ogni momento veicola questa possibilità di incontro vero fra sé e sé e fra sé e gli altri, che in fondo altri da sé non sono…?

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