Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Dobbiamo osare di più

Una discussione sulla condivisione e comunicazione nel web.
Da Nirvana: Condivido pienamente quello che dici, anche se faccio parte anche io di quel gruppo di persone che a volte prendono e, per così dire, fanno proprie certi espressioni di pensiero. Altre volte, invece, mi azzardo, quasi con pudore, ad esprimere un mio pensiero, un mio vissuto, una mia esperienza, quando supero la paura del giudizio, ad esempio, oppure quando credo che comunque quello che esprimo può essere utile e condivisibile o da stimolo per un confronto. Forse ci vorrebbe un pò più di coraggio e dovremmo ricordarci che ognuno di noi è unico e irripetibile e quindi quello che esprime e soprattutto quello che ha vissuto sulla propria pelle è comunque un arricchimento. L’esperienza personale è quello su cui si basa lo spirito di “Agora” e di “Agorà summer“.

Dietro alla necessità di osare c’è la consapevolezza che ogni nostro pensiero, emozione, gesto è un atto creativo: costantemente creiamo la realtà personale e sociale.
Ho un corpo, delle emozioni, un pensiero di cui si serve il mio sentire di coscienza per esprimersi nel tempo e nello spazio: quel sentire si può esprimere solo attraverso i miei corpi, non altrimenti.
Se quel sentire non è veicolato, non può fare esperienza e quindi non può ampliarsi. Il sentire non è dato una volta per sempre, è in continua trasformazione e ampliamento, di vita in vita. Allo stesso modo il mio corpo mentale, il mio corpo emotivo e quello fisico, hanno necessità di strutturarsi, adeguarsi ai compiti esistenziali, essere strumenti sempre più docili e funzionali al servizio della coscienza.
Se non oso, e non oso ancora, affermare un pensiero, un’emozione, un’azione, come potrò vivere quella trasformazione che, alla fine, mi porterà alla perfetta scomparsa?
Se non oso me stesso rimango sempre me stesso; invece la vita conduce, attraverso l’affermazione di sé, alla scomparsa del proprio esserci.
La vita ci conduce incontro all’illusione e, attraverso questa, dentro alla realtà.

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