Cosa sono le comprensioni e il sentire [sentiero2]

Quando parliamo di coscienza parliamo del corpo akasico, di un corpo intermedio tra i corpi transitori (mente, emozione, corpo fisico) e i corpi spirituali. Parliamo di un corpo, di una dimensione composita in cui esiste sia il tempo che il non tempo.

Il corpo della coscienza si struttura di vita in vita e a ogni vita si munisce dei suoi corpi espressivi – i tre inferiori – che sono i veicoli attraverso i quali porta a rappresentazione il sentire acquisito.

La rappresentazione è necessaria alla coscienza per apprendere e per verificare gli apprendimenti, è per essa come lo specchio per noi, davanti al quale ci mettiamo per provare un vestito, un’espressione, un gesto. Attraverso la manifestazione/rappresentazione la coscienza si specchia e sa, conosce, diviene consapevole del proprio sentire, cioè delle comprensioni acquisite e di quelle ancora in lavorazione.

Qualcosa è compreso quando è stato afferrato dal corpo mentale, quindi capito, e poi si è inscritto nel corpo della coscienza divenendo parte indissolubile di esso. Ma il processo di comprensione può anche prescindere dal ‘capire’ del corpo mentale, comunque avviene a partire dai dati forniti dall’esperienza: se il corpo mentale capisce, semplicemente facilita il processo.
Le comprensioni generano il sentire: ogni comprensione è una cellula di sentire e nasce dall’esperienza, dai processi, dalla sequenza di esperienze.

Ad esempio, quando giungo a comprendere che rubare non è una mia libertà, ci giungo attraverso il processo del rubare, esperienza dopo esperienza: denunce, processi, carcere sono esperienze-comprensioni che danno luogo alla comprensione generale che mi rende chiaro che non posso rubare.
Quando quella comprensione è acquisita non ruberò più. Finché non è acquisita ci saranno delle ricadute. Dal libro L’Essenziale.

Tutti i post ‘Le basi del Sentiero contemplativo’
NB: il testo che compare in questi post in alcuni passaggi differisce sostanzialmente dal contenuto del libro, questo perché, nei dieci anni trascorsi, molte cose abbiamo approfondito e compreso meglio.
D’altra parte, oggi non riusciremmo a esprimerci con la semplicità di ieri mentre il nostro obbiettivo, nel riprendere questi contenuti, è proprio quello di dare a chi ci legge un testo semplice, per un approccio di base al Sentiero contemplativo.

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Samuele

Una volta parlavamo delle 3 C: Conoscenza, Consapevolezza, Comprensione. La Conoscenza è, più che un fatto mentale, un fatto esperienziale, sul genere mariano del “non conosco uomo” in cui il conoscere allude ad un’esperienza ancora più specifica quale l’unione sessuale. La Consapevolezza a chi appartiene? La vedo a cavallo tra il mentale e la coscienza ma propendo più per attribuirla a quest’ultima. Il mentale, più che altro credo che capisca, per quanto sappiamo che tutto è compenetrante.

Catia Belacchi

Sintesi chiara ed efficace

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