Un sistema d’ordine governa azioni, emozioni e pensieri [58G]

Come abbiamo detto, i fatti sono neutri e assumono l’aspetto di sollecitazioni perché incontrano la vostra mente che applica un sistema d’ordine. Le sollecitazioni si scontrano con l’elemento debole di quel sistema, però voi lo riaggiustate e lo riadattate automaticamente sulla base dello scacco subito.

Tutte le volte che vi sentite in balia del caos, state solo contrapponendo due concetti, quello di ordine e quello di caos, o di disordine: ordine come conquista di armonia, e caos nei fatti che si presentano inaspettati, cioè ‘diversi’ da come vorreste.

Poiché il processo della vostra mente implica continue connessioni per raggiungere una visione unitaria e coerente nei pensieri e nelle emozioni, questo discorso è applicabile anche ad essi, che sono fatti neutri che vi attraversano, ma che poi assumono differenti colorazioni se letti da una struttura mentale oppure da un’altra.

Ad esempio, se esplode una rabbia in un percorso evolutivo, il sistema d’ordine entra automaticamente in funzione e la etichetta come ‘sbagliata’. Perché l’ordine, una volta creato, governa azioni, emozioni e pensieri in base ai ‘dover essere’ e alla contrapposizione dei concetti di ‘giusto’ e di ‘sbagliato’.

Voi, che vi considerate ‘individui in cammino’, siete costantemente impegnati a riportare ordine al vostro interno secondo i criteri che avete selezionato; ad esempio, agite su un’emozione di rabbia, che giudicate ‘eccessiva’, per far sì che non si ripresenti, oppure su un pensiero ‘sbagliato’ per renderlo coerente coi ‘dover essere’.

Per veder entrare in azione il vostro sistema d’ordine è sufficiente che si presenti un qualunque fatto, dentro o fuori di voi, che ecciti la vostra mente. Mentre per metterlo in crisi basta creare l’abitudine a dubitare dei suoi filtri e delle sue etichette.

Sono le connessioni, che fate diventare sistema di lettura, a filtrare i fatti e l’altro da voi che si presentano, suggerendovi quel che non è ‘giusto’, cioè non coerente col vostro sistema d’ordine. A quel punto, vi costringete ad attenuare oppure a soffocare quello che vi attraversa, per renderlo ‘armonico’, oppure vi sforzate di agire sui fatti esterni e sugli altri per trasformarli da ‘diversi’ in ‘compatibili’.

Tutti quei fatti che vi mettono particolarmente in crisi non risultano coerenti con le vostre connessioni, e allora dentro di voi percepite uno iato, che è il conflitto creatosi fra il vostro sistema d’ordine e quel fatto ‘non adattabile’.
Quello iato, poi, tentate di colmarlo giustificandovi, cioè dicendo che non era nelle vostre intenzioni non controllare quella reazione eccessiva, oppure mostrarsi impreparati a quella situazione.

Quel che vi guida è il vostro bisogno di piegare ciò che si presenta allo schema d’ordine, come ad esempio creare un ‘pensiero positivo’ o diventare ‘più benevoli’. Però quando non ci riuscite, allora agite sui filtri per mutarli. Ma un sistema d’ordine è complicato, rigido, ripetitivo ed è anche sciocco, essendo programmato per mutare ciò che da sempre è immutabile.

Ciò che è non ha contrapposizioni. Perché nulla è contraddittorio, nulla è da modificare e nulla è da integrare. Ma soprattutto nulla riguarda nessuno.

In merito alla via della Conoscenza: quel che le voci dell’Oltre ci hanno portato non sono degli insegnamenti, non sono nuovi contenuti per le nostre menti, non sono concettualizzazioni da afferrare e utilizzare nel cammino interiore. Sono paradossi, sono provocazioni o sono fascinazioni, comunque sono negazioni dei nostri processi conoscitivi e concettuali.
Non hanno alcuno scopo: né di modificarci e né di farci evolvere. Creano semplicemente dei piccoli vuoti dentro il pieno della nostra mente. Ed è lì che la vita parla.

Per qualsiasi informazione e supporto potete scrivere ai curatori del libro: vocedellaquiete.vaiano@gmail.com
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Indice dei post estratti dal libro e pubblicati
Abbreviazioni: [P]=Prefazione. [V]=Vita. [G]=Gratuità. [A]=Amore.
Le varie facilitazioni di lettura: grassetto, citazione, divisione in brevi paragrafi sono opera del redattore: i corsivi sono invece presenti anche nell’originale.

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8 commenti su “Un sistema d’ordine governa azioni, emozioni e pensieri [58G]”

  1. Un sistema d’ordine è fatto per essere trasformato, altrimenti diventa una prigione dalle sbarre invisibili.
    Tutto ciò che ci accade diventa una continua opportunità di trasformazione, secondo tempi e modi a noi possibili.
    Tutto è sottoposto a mutazione, e per quanto l’identità possa opporre resistenza, la Vita agisce.

  2. È così. Un sistema d’ordine e di connessione sembra che non possa se non sorgere in quanto esseri incarnati. Anzi, proprio quella “frizione” tra sistema d’ordine e “fatti” è il primo passo per andare oltre sé, oltre il proprio ingombro.

  3. il sistema dordire è una catena che si autoalimenta in base ai cambiamenti interiori e si modifica all’infinito finche ci sono i dover essere

  4. Che sia la mente ad etichettare i fatti è qualcosa che ho sperimentato e avuto modo quindi di sperimentare il dubbio.
    A volte fatico di più nel cogliere la neutralità del fatto, perché maggiormente identificata, a volte è un attimo.
    C’entra molto l’ingombro di me nel dare colore o meno alla scena, ma dalla identificazione e successiva disidentificazione, si impara a togliere i veli.
    Prima quelli più pesanti, poi, via via più sottili.
    Pian piano si impara a far fluire in maniera più armonica, quel che se soffocato, crea conflitto.
    Allora anche la rabbia è solo rabbia e non permane e, la dolcezza di un gesto non ha finalità alcuna.

  5. Ma allora cosa ci stiamo a fare su questa esistenza?
    Ad essere spettatori neutrali?
    A lasciarsi attraversare dalla vita come fosse acqua fresca che non lascia traccia?
    Domande di getto su cui potrei lavorare anche un po’, ma lasciate sorgere e sporcare il video con questo commento.

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