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Grazie per ricordarci la natura della Comunità monastica, quale comunità dei sentire. Su questo occorre focalizzarci, se veramente riconosciamo in noi questa vocazione: che chi appare altro da sé “in realtà non è distinto da sé”.
Coltivando questa consapevolezza, in quella direzione orientiamo la nostra disposizione nei confronti dei fratelli nella via.
Nell’intento di dare risposta al quesito se il procedere comune, intendo nella modalità del confronto e dell’approfondimento con i fratelli e le sorelle della Via, sia ciò che è giusto fare, leggo questo post.
Mi colpisce questo passaggio: “È nella pratica di tutti i giorni, fatta di dedizione, solitudine, comunione e condivisione, che si realizza la comunità monastica, la comunità dei sentire, che altro non è che la lucida consapevolezza, e la pratica di questa consapevolezza, che tutti sono Uno, che chi appare altro in realtà non lo è, chi è percepito lontano in realtà non è distinto da sé.”
Alcune ansie si affievolano.
Non arrivo a percepirla nel modo che descrivi, o almeno non in modo così ampio.
Parmi non essere (la comunione dei sentire) nemmeno quella di emettere tutti una stessa nota dal momento che i sentire son diversi, così come le persone che li esprimono.
Parmi piuttosto un sintonizzarsi su una stessa frequenza e condividere la stessa musica che si concorre a suonare.
La frequenza in cui vi è un certo allineamento, in cui la pretesa identitaria è a cuccia; quella in cui, partendo dell’attenzione alle sensazioni, si crea uno spazio ed anche una pregnanza e in quello stato si sta assieme e si condivide il tempo ancor prima che pensieri o gesti.
La condizione unitaria, dei singoli e del consesso, in quel contesto affiora.
Rimane una direzione e un’apertura, un’attenzione all’altro da sé che si percepisce e si esprime sempre meglio!
Grazie!
cosi è, così sia … bellissimo
La comunione dei sentire è un canto corale che riverbera la nota che ci attraversa e ci unisce.
Grazie davvero
Sempre ci ricordi dove posare lo sguardo, il valore del vivere il quotidiano come ciò che è, la consapevolezza che ci indirizza verso la via del monaco e la unificazione interiore.
Per tutto questo ed altro ancora, grazie.
Si