Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Nulla ci è avverso

Quando la radice della paura è conosciuta e debellata si scopre che nella vita nulla ci è avverso.
La più grande delle paure? Quella di conoscere il proprio limite, di vederlo impietoso davanti a sé, immagine spaventosa di sé.
L’attitudine alla conoscenza e alla consapevolezza svela progressivamente il nostro essere e, in quella progressione, possiamo reggere lo sguardo su quello che siamo.
Se reggiamo lo sguardo su noi stessi, lo possiamo reggere anche sugli altri perché essi non sono peggiori di noi.
Avete dei dubbi dal momento che non vi sembra di aver mai stuprato, mai ucciso, mai violato la dignità altrui?
In questa vita forse, ma una coscienza contiene in sé molte vite e molte rappresentazioni e il bruto che stigmatizziamo fuori di noi risiede comodamente nel nostro sentire acquisito.
Senza la paura del nostro limite, inteso nel senso più vasto, possiamo affrontare il giorno che viene sapendo che ogni pensiero ed ogni gesto, ogni incontro ed ogni relazione sono opportunità di conoscenza, di consapevolezza, di comprensione.
Quel giorno, quell’ora, quel fatto completano tasselli nuovi di sentire: ogni giorno, ogni ora, ogni fatto questo producono in noi e quando su questo il nostro sguardo è chiaro e la fiducia non vacilla, allora nulla si interpone tra noi e il vivere pieno.
Non esiste una realtà a priori, oggettiva e statica, fatta chissà da chi e che magari può esserci avversa. Esiste la realtà soggettiva prodotto del sentire personale e delle sue necessità di apprendimento e comprensione. Qualcosa che nasce da noi e che è per noi, come può esserci contro?
Se il muro della paura è stato superato, allora c’è solo la possibilità di imparare e non ci sono più scuse: la realtà è il compreso e il non compreso che si dispiega nel tempo e nello spazio.


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  1. Nella tumultosita’ del rapporto con mio padre, nel suo gesto di togliersi la vita, negli ultimi giorni di vita di mia madre, riesco comunque a trovare senso e pacificazione da questo modo di concepire la realtà. Non teorica ma vissuta nella ciccia!

  2. Tutto questo è molto pacificante. Davvero ci permette di fare pace con ciò che ci accade. Se ciò che si presenta non fa che svelarci un po’ alla volta, non possiamo che essere grati.

  3. Non c’è dubbio che siamo qui per imparare e prima facciamo nostro questo assunto, prima potremmo alleggerire il nostro.

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