Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Le buone abitudini nella via spirituale

Le buone abitudini si inscrivono nell’interiore.
La coltivazione della consapevolezza diviene un’attitudine e un’abitudine.
La disconnessione diviene un’abitudine.
L’interrogarsi sul tasso di egoismo che ci attraversa, diviene un’abitudine.
Il considerare se ti ho ferito, danneggiato, usato diviene un’abitudine.
La pratica della meditazione e dell’atteggiamento meditativo abituano l’insieme della persona allo stare e al ritorno incessante all’essenziale.
Le letture di testi significativi del cammino spirituale allenano e plasmano la mente, permettono di conoscere le esperienze e le visioni altrui, consolidano e rafforzano la motivazione, creano un mondo interiore di riferimento.
La frequentazione dei propri fratelli e sorelle nel cammino è pratica della dedizione, dell’amicizia, della solidarietà, della comunanza: rafforza il nostro e l’altrui procedere, crea l’atmosfera e l’ambiente comunitario fertile e favorevole, sviluppa l’officina del conoscersi e del conoscere attraverso la relazione.
L’offrire frammenti del proprio tempo per il lavoro volontario e solidale, per creare le condizioni affinché i gruppi, gli intensivi possano accadere, ci trasforma in artefici del Sentiero, in cellule viventi di esso, ne alimenta e nutre il procedere, è servizio nella gratuità.
Le buone abitudini informano e plasmano la mente; intridono di sé il corpo emozionale, divengono automatismi nell’azione.
I dati che derivano dalla loro pratica si ordinano e strutturano nella coscienza e, giorno dopo giorno, l’insieme dell’essere si trova a fluire senza sforzo particolare.
Certo, non è tanto merito delle buone abitudini quanto di ciò che attraverso le esperienze è stato compreso ma, di certo, le buone abitudini rappresentano le vie consolidate e acclarate di transito dei dati, le modalità di default dell’intero sistema che rendono il suo funzionamento agevole e con un tasso di attriti ridotto al minimo possibile.
Le buone abitudini vengono chiamate la “pratica della via”, quelle piccole disposizioni che ne costituiscono aspetti importanti del dna  e che la incarnano nel quotidiano.


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