Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Fortuna, sfortuna, karma

[…] Fortuna e sfortuna sono i risultati che l’osservatore del karma rileva nell’osservare gli avvenimenti delle esistenze.
Come il nostro Urzuk ci insegna con il suo semplice ottimismo che gli permette di considerare una fortuna non essere caduto sul formicaio e non la sfortuna di avere fatto tanta fatica inutile avendo rotto l’uovo, oggetto del suo scalare l’albero, fortuna o sfortuna sono relativi all’interiorità di chi sta osservando l’evolversi delle situazioni che sta vivendo.
In realtà, amici miei, la fortuna e la sfortuna non esistono veramente di per sé: certamente non vi è alcuna dea, come credevano gli antichi, sempre pronti a personalizzare ciò che sfuggiva al controllo e all’analisi dell’uomo di allora, preposta a elargire benefici o malefici al povero uomo in balia dei suoi capricci.
Da quanto abbiamo appreso negli anni, nulla succede a caso, ma è sempre frutto di meccanismi di azioni e reazioni conseguenti alle comprensioni acquisite o da acquisire da parte dell’individuo, e ciò che appare all’osservatore come fortuna o come sfortuna non è altro che il manifestarsi degli effetti karmici che egli ha smosso nel corso del suo cammino evolutivo.
Certo, osservando la vita di un individuo e limitando l’osservazione soltanto a quell’esistenza, può erroneamente sembrare che certe persone siano ingiustamente perseguitate dalla mala sorte e che altre, invece, si trovino in continuazione a ricevere benefici che appaiono financo gratuiti.
Ma la Realtà, come ormai dovreste sapere, è ben più ampia, e ogni vita che l’individuo incarnato vive è sempre, nei suoi accadimenti, la conseguenza, il risultato di ciò che ha compiuto non solo nel corso di quella vita ma, anche, nel corso delle sue vite precedenti, tendendo, sempre e comunque, a fornirgli l’occasione per comprendere ciò che non ha ancora compreso e, di conseguenza, diventando il supporto essenziale per permettergli di proseguire lungo il suo percorso evolutivo.
E’ per questo motivo, creature nostre, che nei decenni abbiamo sempre affermato che (e mi trovo a dover riaffermare “sempre e comunque”), ciò che vi accade non è gratuito, ma accade per il vostro bene, e il vostro bene non è quello di avere una vita tranquilla e felice, priva di dolore e di sofferenza, bensì quello di comprendere i vostri errori e di ampliare il vostro sentire, unico modo, questo, per arrivare alla fine a non provare più dolore e a non soffrire più. (Scifo, Cerchio Ifior) […]

Fonte


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