Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Nella solitudine

Il cammino incontro a se stessi, costantemente provocato e indotto dalla presenza dell’altro, avviene nell’esperienza della solitudine.
Il ricercatore, il monaco, nel tempo ha appreso che nulla può dire dell’altro, perché nulla conosce; nulla può dire di sé, perché la consapevolezza di quello che è, e l’accoglienza che ne deriva, lo portano a tacere.
Nella radicalità del suo cammino non ha punti di appoggio: non ha un credo, una fede; non ha un’appartenenza.
Nell’intimo coglie se stesso come colui che incontrando l’essere ha perduto i connotati dell’umano ed è divenuto uno straniero.
L’esperienza dell’amore che sorge lungo questo procedere non mitiga il senso profondo di una lontananza.

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