Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Chi crea la realtà in cui viviamo?

Dice Eddy: “..è possibile che per capire che l’energia atomica è pericolosa si debba arrivare a tragedie della portata di Chernobyl o di Fukushima? O buttare una bomba su Nagasaky?
Sicuramente questi avvenimenti hanno permesso di comprendere qualcosa a molti esseri, ma non vi sembra eccessivo, folle, malsano?..”
L’Assoluto, se è assoluto, contiene in sé tutte le possibilità; se così non fosse sarebbe solo parte tra parti.
Secondo logica quindi, in una dimensione atemporale che definiamo eterno presente, esistono tutte le scene possibili e le loro subordinate o varianti.
Chi rende le scene possibili scene d’esperienza, vissuto dell’uomo nella dimensione del tempo e dello spazio?
La sua mente distorta? E’ un fattore, ma non il solo.
L’uomo opera, attua, da forma a ciò che ha compreso e a quello che compreso non ha nel suo sentire, nella sua coscienza.
Delle cose che facciamo in una giornata la gran parte appartiene all’ambito di ciò che abbiamo già compreso; una parte è invece relativa a qualcosa che non ci è chiaro.
La situazione che torna e ritorna è quella che non abbiamo compreso e su cui è necessaria ancora dell’esperienza.
Come facciamo a comprendere? Solo sperimentando quegli aspetti non chiari.
La guerra è una di queste esperienze? Certo. E’ un modo atroce di imparare? Certo, ma non è imputabile ad alcuno, non all’Assoluto, solo a noi stessi e alla nostra ignoranza.
C’è sproporzione tra ciò che deve essere appreso e i mezzi per apprenderlo?
Direi che i mezzi sono proporzionati alla cocciutaggine, alla stupidità, alla presunzione, alla cecità di cui siamo capaci.

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  1. Questa mattina, i miei dubbi si sono dissolti, sono evaporati, ho provato a frugare qua e là ma non c’è stato verso di trovarli.
    Non riesco nemmeno a capire da dove erano arrivati.

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