La radice della libertà

Ogni libertà nasce, si sviluppa e muore nella relazione con l’identità (mente, emozione, corpo).
La libertà fiorisce nella non identificazione.
La non identificazione è la conseguenza non di tecniche, pratiche, sapere acquisito, ma di comprensioni raggiunte.
Le comprensioni si realizzano attraverso le esperienze.
Tutte le persone e tutti gli esseri vivono esperienze, la vita è esperienza.
La libertà sorge nell’intimo di ciascuno semplicemente vivendo.
Osando vivere.
La via spirituale vera che conduce alla liberazione è quella che a tutti, indistintamente, è donata: la possibilità di vivere dei giorni, delle relazioni, dei fatti.

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Matteo

Questo post mi piace molto.
Questo post mi ha dato da riflettere molto.
Questo post l’ho letto anche un po’ con comparazioni a “Filosofia della LIBERTA'” di Steiner.

Perciò, anche se ora la domanda sembrerà ingenua o altezzosa, è da un po’ che ci penso.

A me dà tantissimo lavoro da compiere una simile concezione di libertà e di non identificazione; a me piace tantissimo, come Francesca diceva nel commento in un post, il fatto che “le comprensioni si realizzino tramite esperienze”. Ma c’è un’esperienza che non so se sarà mai possibile fare e quindi un concetto che non so se sarà mai possibile comprendere ed è una domanda-perché: perché siamo quasi “condannati” a comprendere tramite esperienze e non possiamo comprendere altrimenti? Cioè perché dobbiamo fare questo lungo cammino verso la libertà, liberarci dell'”identificazione” – non potevamo già nascere liberi? Forse non ci sarebbe neppure libertà all’infuori di quella che si può conseguire lungo il cammino fatto di comprensioni ed esperienze?

Grazie di nuovo, Robi.

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