Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La vita unificata, il simbolo pasquale

La teologia cristiana ha indagato e indaga senza fine il mistero della natura del Cristo/Gesù, la relazione tra umano e divino.
Dal nostro limitato punto di vista ci appare un’evidenza: ciò che nell’umano si manifesta viene generato nel sentire.
Più ampio è il sentire più nell’umano si specchia quell’ampiezza.
Il simbolo pasquale ci parla di incarnazione e trascendenza; di perdita, abbandono, solitudine, e della vita nuova che germoglia nel ventre dell’accoglienza e della resa.
Ci parla dell’umano, del suo limite: limite nel maestro, limite nei discepoli; e ci parla di quel “Sia fatta la tua volontà!”, di quell’atto di affidamento radicale che tutto trasmuta: quando possiamo proferire quelle parole in noi muore il senso di separazione e la nostra vita si unifica.
Non più umano e divino, coscienza ed identità, Cristo e Gesù, ma semplicemente l’essere.

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