Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

I limiti e l’intenzione

Dedichiamo una parte considerevole delle nostre energie, e del nostro breve tempo d’esistenza, a modulare la rappresentazione della nostra identità: i suoi limiti e contraddizioni ci pesano e li viviamo come ostacoli alla realizzazione di una vita piena.
Dimentichiamo, o semplicemente ignoriamo,  che quei limiti sono la meccanica, l’apparato, lo strumento attraverso cui il sentire manifesta se stesso.
Piuttosto che porre l’attenzione su ciò che il sentire sta cercando di acquisire, ci preoccupiamo di come avviene quel tentativo, del come la mente, l’emozione, l’azione (l’identità) mettono a rappresentazione l’impulso che li spinge e che dal sentire è generato.
E’ così tanta la nostra identificazione con l’identità ed il timore di non essere accolti/riconosciuti/apprezzati, che finiamo per occuparci solo dell’effetto, quasi mai della causa. Troppo della manifestazione, poco, troppo poco dellintenzione.
Guardando noi stessi, e gli altri, le prime domande purtroppo non sono: “Da che cosa sono/è spinto in quella manifestazione?”, “Qual’è la causa che genera quel comportamento?”
Troppo spesso la disapprovazione è compagna fedele dei nostri passi e di quelli altrui; se fossimo più interessati e consapevoli dell’intenzione che muove noi e gli altri saremmo molto più accoglienti.
Scopriremmo che ciascuno è mosso da un bisogno di comprensione di sé e della vita, di affinamento del sentire, di ricerca di senso e di unità.
Scopriremmo quanto è evidente: ciascuno sta brigando nel proprio intimo per tirarsi fuori dalle secche dell’ignoranza e dell’egoismo e realizzare in sé quella condizione di non separazione che unica può dare pace.
Dimenticando questo, guardiamo a noi e agli altri con gli occhi del giudizio: nel teatro delle ombre ci limitiamo ad osservare la fugacità dei riflessi sul muro piuttosto che appoggiare lo sguardo sull’artefice di quel teatro, sull’intenzione che lo spinge, qualunque essa sia.
Così facendo rinunciamo a comprendere ed alimentiamo il bisogno di differenza che alligna nella nostra identità.
Che cos’è l’amore per sé?
Che cos’è l’amore per il prossimo?
Da qui potremmo partire.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *