Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Uno strumento musicale

Ti alzi che il mondo dorme. Nel buio la realtà è  immobile: ogni gesto, ogni passo risuona. Seduto sulla seggiola la consapevolezza di essere ti conduce non a separarti, ma a perdere il confine: tra te e l’ambiente c’è una continuità, è improprio parlare di te e ciò che ti circonda, c’è un essere diffuso che non marca limite.
Nella mente non c’è contenuto: vuota risuona nel silenzio dell’alba che ancora non viene. Cos’è l’umano senza mente? Uno strumento musicale.

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  1. Incredibile quanta forza abbia il buio che riesce a portare alla luce un’esperienza così intensa: la consapevolezza di essere che non porta alla separazione ma a perdere il confine…
    …come accade per lo strumento musicale nel quale “permea” – soltanto “permea” – la magia della nota, come accade – anche se meno poeticamente, magari – per così tante altre cose (per non dire per tutte le cose), a partire da un semplice naso…
    …clip 4 da 2:04 [http://www.youtube.com/watch?v=7kB_mOfvDPU&feature=related].

    ENG
    A – “You, me and the air are actually tiny particles that are swirling around together. Look right here: you see?”
    B – “Okay. But look at the cracks between these particles and the cracks we fall through, the holes of nothingness.”
    C – “Exactly, because that’s what I just experienced upstairs.”
    A – “But look closer. There are tiny particles connecting the larger cubes.”
    B – “Yeah… and then tinier particles between the connections.”
    A – “… and even tinier connections…”
    B – “… and even tinier cracks…”
    A – “… yeah. But if you look closer enough, you can’t tell where my nose ends and space begins because they’re unified. See?”

    ITA
    A – “Tu, io e l’aria siamo effettivamente tante molecule che ruotano tutte insieme. Guarda qui: lo vedi?”
    B – “D’accordo. Ma guarda le fessure tra queste molecole: lì noi precipitiamo, nel buio del non-essere.”
    C – “Esatto, perché così mi son sentito io di sopra.”
    A – “Però guarda! Ci sono minuscole molecole che collegano i cubi più grandi…
    B – “Sì… e fessure microscopiche tra le connessioni…”
    A – “… e infinitesimali connessioni…”
    B – “… e infinitesimali fessure…”
    A – “… sì ma se guardi bene non è chiaro dove finisce il mio naso e comincia lo spazio perché sono uniti in effetti. Vedi?”

    …la consapevolezza di essere che non porta alla separazione ma a perdere il confine, fantastico!

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