Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Sulla natura dell’ego

Ritornando all’Io che – hai detto prima – non è tutto negativo, la  parte positiva quale sarebbe?
La parte positiva è ogni volta che soffrite con un’altra persona perché sta soffrendo; è il momento in cui vi viene chiesto aiuto e date aiuto; è il momento in cui, invece di strappare un fiore per donarlo alla vostra donna, o al vostro uomo, semplicemente glielo mostrate, dite di annusarlo e vi fermate ad osservarlo insieme! E’ il momento in cui guardate il cielo e vi chiedete come è possibile che la furia insensata di pochi uomini possa solcarlo di stelle cadenti che portano la morte; è il momento in cui vedete ribollire il mare con la sua furia e vi chiedete se questo mare è infuriato perché si sente abbandonato da tutte le migliaia di specie che prima lo popolavano; è il momento in cui date qualcosa ad un’ altra persona e non vi aspettate niente in cambio, è il momento insomma in cui riescono ad arrivare a manifestarsi nel mondo fisico le comprensioni del vostro corpo akasico, in quanto dell’Io – ricordate – fanno parte anche queste.
Allora la parte negativa che cos’è: orgoglio, invidia, egoismo, arrivismo, materialismo?
E’ semplicemente “incomprensione”, che comprende tutte queste parole e, in realtà, se ci pensate bene, le giustifica tutte, una per una, facendo sì che nessuno, neanche il più abbietto, apparentemente, tra gli uomini, possa mai essere condannato per ciò che ha fatto, fa, farà.
Cerchio Ifior, Dall’Uno ai molti, vol.2, pag. 63

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