Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

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A volte ho la piena comprensione di camminare lungo una strada deserta; non c’è tristezza in questo, è solo una constatazione.
In questo spazio sconfinato provo profonda impressione per quelle persone che sanno dedicare la loro esistenza ad un prossimo minuto e anonimo. Non ho interessi di un qualche rilievo per altro, ma questo mi commuove nel profondo; se guardo alle settimane passate, una delle poche cose che ricordo è la cena di una domenica sera con un amico, prete del paese, ed il suo racconto di una casa famiglia e di quella avventura di umanità.
Se guardo con gli occhi della contemplazione, vedo una realtà neutrale dove ognuno ed ogni cosa è quel che è, meraviglia in sé.
Se guardo con gli occhi della mente, questo prossimo che opera nella discrezione e nel silenzio è quello che sento più prossimo.
Il rumore dell’ambiente spirituale nel quale, mio malgrado, mi trovo ad operare, con le sue pretese di aver compreso qualcosa della realtà,  mi risulta un peso.

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