Il mistero dell’essere

Più osservo ciò che accade in me, i processi, gli stati, il mutare incessante, più, quando osservo il mio prossimo e ogni essere attorno, prendo atto dell’insondabile mistero che avvolge tutta la realtà.
Vedo i miei e nostri tentativi di capire, comprendere e spiegare, e vedo il fallimento che ne consegue: troppo vasta è la realtà, non solo la mente non è uno strumento adeguato per indagarla, ma nemmeno il sentire lo è, anch’esso contiene un limite, anch’esso è strumento parziale.
C’è un livello più profondo di indagine della realtà ed è quello che utilizza come organo di senso e di comprensione l’amore.
Non il gesto dell’amare, l’amore come condizione ontologica, come corpo costitutivo dell’essere che attraverso i suoi sensi scandaglia la realtà, la penetra e ne riceve un’impressione, comprendendola.

Un commento su “Il mistero dell’essere”

  1. Ci sono momenti in cui seguo l’andamento bizzarro che assumono certe emozioni, il modo in cui vanno ad investire il vivere quotidiano assordante che mi stravolge e mi fa sentire come se fossi cieca, come se tutto si sovrapponesse confusamente e mi rendesse incapace di sentire e discernere. Dimentica di poter tornare al centro e di poter ascoltare in profondità.
    E allora accade che Lui mi viene incontro, Lui che è sempre stato lì. Respiro, mi rallento, mi fermo, lo guardo nel volto, sento le mie espressioni mutare, e sento che uno spazio si fa largo in me e fuori da me…Lo riconosco. E’ Amore. Come il mare che si gonfia e si svuota, io sono mare, sono quel gesto unico di espansione e ritiro, di offerta e silenzio. E mi sento come il mare in amore…

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