Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Il Cosmo, come ogni cosa, è una manifestazione dell’Assoluto, un’emanazione. Il primo atto, il primo alito di questa manifestazione lo possiamo identificare in un punto che chiamiamo Logos, per parlare come parlavano i teosofi.
Il Logos, naturalmente, rappresenta il punto più alto e più vicino a Dio – più vicino in termini di coscienza, non di spazio – e rappresenta il punto centrale proprio dell’universo, del Cosmo. Tuttavia non è sufficiente questa prima manifestazione affinché il Cosmo stesso possa avere il suo ciclo di manifestazione. Deve a questo punto accadere qualche cosa affinché si creino le condizioni tali per cui il ciclo di manifestazione possa essere messo in atto.
Cosa accade allora? Accade che questo punto (ideale, naturalmente) cominci a stringere se stesso all’interno di un cerchio. Questo proprio allo scopo di diventarne il punto centrale che attivi la manifestazione, per darsi un inizio ed una fine e per costruire quello spazio-ambiente in cui prenderà forma la sua manifestazione.
Ma anche questo da solo, ancora non basta.
Ad un certo punto, il nucleo centrale di questo cerchio, ideale naturalmente, comincia a vibrare andando a toccare i punti della circonferenza, formando una linea che – come dicevano sempre i teosofi – determina la separazione tra il mondo dello spirito e il mondo della materia. Questa linea, che rappresenta poi il diametro del cerchio, viene chiamata Secondo Logos, e delimita appunto la separazione tra il mondo della materia e il mondo dello spirito. Questo sta a significare quindi che finalmente il non manifestato comincia a diventare manifesto attraverso il principio del dualismo, della dualità che permea l’universo intero. Infatti questo diametro rappresenta proprio il dualismo che è l’orditura stessa di tutto il Cosmo, l’Io/non Io, il Sé/non Sé e via e via e via.
Questo meccanismo lo possiamo rappresentare anche figurativamente se pensiamo un attimo, ad esempio, alla riproduzione per scissione cellulare dalla quale possiamo notare che da una cellula, dopo poco tempo, se ne hanno due.
Ma tutto questo non è ancora sufficiente. Avviene  un qualche cosa d’altro, allo scopo proprio di permettere al Cosmo di avere il suo ciclo di manifestazione. Infatti, una volta costituitosi il primo Logos ed il secondo Logos si costituirà anche il Terzo Logos, quello della triplice manifestazione, che ritroviamo alla base di molte religioni: la trinità che più o meno tutti voi conoscete.
Ma come avviene questa manifestazione del Terzo Logos? Il punto che abbiamo chiamato Logos in assoluto, comincia a vibrare diversamente e in maniera perpendicolare alla linea che rappresentava il diametro del cerchio in questione formando così una specie di croce. Questo movimento, questa nuova intersecazione dà origine a quello che chiamiamo appunto Terzo Logos o, molto più semplicemente, tanto per intenderci, Mente universale, Mente suprema o come la volete chiamare, la quale poi a sua volta – e questo lo vedremo in dettaglio in un’altra occasione – attraverso ad un meccanismo molto particolare darà origine a tutto quello che voi vedete nel mondo fisico, nel mondo della materia, attraverso ciò che conosciamo come materia, energia e forma.
Questo Terzo Logos ha la sua ragione d’essere perché è sorretto nel suo esistere dal dualismo, dal Secondo Logos, il quale trova la ragione del suo esistere nell’unità, cioè nel Primo Logos.
Ricapitolando dunque il Logos rappresenta la più alta manifestazione ed è là dove risiedono ad esempio tutti i più grandi maestri spirituali dell’umanità, rappresentato in questo punto che comincia a vibrare all’interno di un cerchio, virtuale naturalmente, che lui stesso ha costruito per potersi manifestare, tocca i vari punti della circonferenza del cerchio in cui si è racchiuso per manifestarsi contemporaneamente in tre differenti stati di coscienza che schematizziamo per ora in maniera molto semplice in questo modo:
– il primo stato è naturalmente il Logos dove vivono, esistono quei piani di esistenza spirituali che avevamo denominato, a suo tempo, di beatitudine e di esistenza;
– il secondo stato di coscienza, è lo stato di evoluzione del superuomo, dove esistono quei piani che avevamo denominato akasico e di essenza;
– il terzo stato è lo stato dell’evoluzione elementare dove esistono i piani di esistenza che tutti quanti voi conoscete e cioè il fisico, l’astrale e il mentale. Scifo, Cerchio Ifior


Indice de L’Assoluto e l’architettura della realtà

Dizionario del Cerchio Ifior

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  1. Grazie

  2. Grazie

  3. Anche per me è difficile commentare. Non ho una mente così raffinata, mi limito per ora ad accogliere con fiducia ciò che viene detto dal maestro.

  4. Difficile commentare. Stavolta più di un grazie proprio non riesco a dire. Mi sembrano cose molto lontane, di cui posso solo prendere atto (anzi, a dirla tutta, se la fonte non fosse Scifo, nutrirei anche qualche perplessità). Bella però l’immagine della separazione tra il mondo della materia e il mondo dello spirito come inizio della dualità!

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