Riflessioni e contemplazioni 1

Raccolta di post brevi, riflessioni e contemplazioni sulla Via, sull’Essere, sulla dedizione a ogni passo di ogni giorno. Pagina di sintesi aggiornamenti R&C e Brani.
Ultimo post (n°19-20) 22.8.22, 11,20

La numerazione dei post è progressiva, i numeri mancanti sono relativi a post per la lettura dei quali non avete le credenziali.

2. Un cielo silenzioso

Le rondini che hanno nidificato nella stanza qui sotto, sembra che abbiano rinunciato all’ultima nidiata della stagione: non ci sono i piccoli che in genere si involano in questi giorni di agosto.
Volano alte nel cielo e non si sentono le loro grida, l’aria è silenziosa, muta del cicaleccio dei piccoli nei loro maldestri tentativi di volo.
Con un mese di anticipo sono arrivati i silenzi dell’autunno.
14.8.22

9. Il frutto di ciò che ho seminato

Cosa posso dire di questo giorno se non che è il frutto di ciò che ho seminato?
Di ciò che ho compreso, di ciò che vado comprendendo.
Consapevole di questo porto il peso che sta sulle mie spalle.
17.8.22

11. Scomparire

C’è una gioia intima, profonda, nel divenire marginali, nello scomparire rispetto al mondo e a quello stesso ambiente che tu hai creato.
Certo, la mente si chiede: cosa farai di te? Non ha torto, ho una enormità di risorse inutilizzate, ma vedrò di trovare un modo per trasformare ciò che il Creatore mi offre, anche se non è un’opera semplice perché in tre decenni tutto è stato convogliato in una direzione.

15. Un attimo

Un attimo è solo un attimo, eterno nel suo accadere, effimero nella sua inconsistenza, eppure è l’intera vita, la vita totale e unitaria se non c’è alcun portatore di nome mentre accade.

17. La porta stretta

Lc 13, 23-30. 23 Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: 24 «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. 25 Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. 26 Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. 27 Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità! 28 Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori. 29 Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. 30 Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi».

Una pericope che ha molte assonanze con ‘La fonte preziosa’ di Kempis.
Cos’è la porta stretta? La porta che passa per la conoscenza e la gestione della propria egoità e conduce oltre essa.
Porta stretta perché faticosa e piena d’insidie, non c’è infatti sfida più grande che quella di affrontare e abbandonare se stessi, unico ostacolo e unica via per realizzare l’unità d’essere.

Il superamento della propria centralità è la porta stretta; l’abbandono della pigrizia, dell’indolenza, della superbia sono la porta stretta.
Quello stare nella Via come se si avesse il diritto di essere serviti, inguardabile: il superamento di questo è la porta stretta.

Riflessioni e contemplazioni, tutti i post

Negli eventuali commenti, se necessario, indicate il numero del brano al quale vi riferite.


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Anna

14
Succede a questo cce ciò che descrivi: il sentirsi ingabbiato in quella meccanica incarnativa a cui non è possibile sfuggire. Oltre è come non vi fosse vita dove per vita intendo quella da incarnati.

Si è questa la croce a cui si riferisce il figlio del falegname: ognuno prenda la propria e la porti.
Come ben dice Roberto, il peso viene alleggerito solo dalla consapevolezza.

Qui sto

Elena

Queste parole sono luce ricca di umanità.
Parole essenziali come l’aria.

Nadia

17
Mai sentito prima questo brano… È commovente e mi ha fatto venire in mente un sogno ricorrente (quello di dover passare attraverso strette aperture) di qualche tempo fa.
Grazie!

Natascia

N. 16 Essere flusso
“La più grande delle sfide, il processo più radicale che mina le fondamenta dell’esserci: lasciare che la vita scorra senza opporle ostacolo alcuno.”

Tra le tante pietre miliari che trovo in questo spazio, ho scelto questo testo.
In queste righe è racchiuso tutto il sunto di una e, tante vite.

Tanti gli ostacoli da rimuovere, ma non ne faccio un cruccio. La vita mi porterà dove è bene che io sia.
Mi impegno con solerzia e dedizione, offrendo ora, ciò che posso.

Leonardo

Grazie. Altro fondamentale “canale” in cui scorrono acque sempre fresche, presso cui fermarsi ascoltando il flusso dell’acqua e da cui attingere assetati.

Lorena

Impossibile descrivere con parole la densità
che percepisco leggendo.

Anna Nicolini

Perfetto ciò che scrivi. Spontaneamente è sorta
un’appenddice: per questo ringrazio.

Luciana R

Dopo tante letture e divagare della mente, sono riapprodata qui. I pensieri si fanno da parte, di fronte a quello che emerge e che non ho parole per definire.

Nadia

Impossibile aggiungere parole, allora questo messaggio assume la forma del sasso posato dal viandante a segnalare il passaggio.

Natascia

Non trovo ora le parole per esprimere la gratitudine che sorge, l’intimità che sento, e la sacralità di questo spazio.

Catia

In questo periodo in cui il malessere fisico, conosciuto, offusca pensieri e parole e tutto è coperto di nebbia, le tue parole mi ricordano la rotta.
Mai ho dubitato dell’Amore, e in questi giorni ne ho avuto prova autentica ma, incapace al momento, di allargare lo sguardo con leggerezza, mi affido alla Madre perché accolga il mio limite.

Elena

Grazie per la condivisione di respiri intimi che riportano qui

Luciana

Sorge amarezza per il tuo dolore ma anche un senso di impotenza.
La dedizione che non corrisponde a quanto ritenuto necessario è lì, è autentica se pure non sufficiente.

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