Cosa sono ordine e caos per la mente umana [54G]

Ora proviamo a entrare nel merito di che cosa sono ordine e caos per la mente umana, e di come voi li vivete nel quotidiano. Innanzitutto, non fanno parte di ciò che accade realmente e concretamente, ma sono solo etichette di cui voi avete bisogno per dare senso e continuità ai vostri processi mentali, nei quali al ‘più’ corrisponde il ‘positivo’, mentre al ‘meno’ corrisponde il ‘negativo’.

In questo caso, il ‘più’ lo connettete con l’etichetta di ordine, mentre il ‘meno’ con l’etichetta di caos. Senza queste etichette, che formano le contrapposizioni, sarebbe impossibile orientarsi in un sentiero evolutivo.

L’uomo, giorno dopo giorno, fa i conti con ciò che è altro da sé, poiché il vivere quotidiano è caratterizzato dalla socialità, cioè dall’incontro con altri esseri. Questo presuppone che le sue azioni siano coordinate con le azioni degli altri, che i suoi progetti tengano conto di quelli altrui e che la sua emotività faccia i conti con le reazioni che gli vengono mostrate dagli altri, in un intreccio in cui tutto quello che lui compie è condizionato da quanto succede dentro di lui e attorno a lui, quindi anche da coloro con cui entra in relazione.

Perciò l’uomo, agendo in un contesto sociale, terrà conto dei vincoli che gli altri esercitano su di lui, come anche di quelli che lui esercita sugli altri. L’uomo sa di avere a disposizione una quantità limitata di tempo, e pertanto sente la necessità di darsi uno scadenzario che terrà conto anche del suo essere in relazione con l’alterità, oltre a tener conto delle scadenze e delle priorità che sono date dai suoi bisogni o dalle ambizioni o dalle scommesse.

Il vostro concetto di ordine si fonda su una selezione da voi stessi stabilita in precedenza in base al vostro concetto di positivo, vale a dire quel che è da accogliere rispetto a quello che non lo è, oppure il ‘conosciuto’ rispetto al ‘diverso’, oppure ‘quel che mi è utile’ rispetto a ‘quello che mi danneggia’, poiché per dare un ordine è necessario selezionare attraverso un processo che vi porta a far prevalere il vostro ordine sugli altri che sono in relazione con voi.

La creazione di un proprio ordine entra nella gestione del quotidiano, perché è da quell’ordine che voi traete l’idea di quanto spazio vi sia necessario in un contesto che tende a non darvene quanto ne vorreste. Ma soprattutto create un vostro ordine per agevolarvi quando vi trovate a contatto con gli altri, tentando di far prevalere le vostre logiche. Perché la creazione di un ordine vi consente di perseguire quello che volete – le pretese – e di far rispettare le priorità da voi stabilite, nella misura in cui vi è possibile.

Vi è già stato detto che voi create un ordine per difendervi dalla vita, ma siete anche convinti che quello stesso ordine vi permetta di esprimervi utilizzando tutte le opportunità della vita, nonostante i vincoli esterni che avete la tendenza di ingigantire. Quindi, per voi creare un vostro ordine significa riaggiustare il disordine che vedete intorno a voi e usufruire delle opportunità offerte dalla vita, di cui, però, individuate solo una minima parte.
Ecco perché interpretate ciò che accade in base alla possibilità di favorirvi o non favorirvi, e in base all’affermarsi, al confermarsi o all’affievolirsi di quello che credete importante per voi in quella data situazione.

Si può quindi dire che l’uomo considera ordine tutto quello che costruisce sui fatti come conferma oppure opportunità da trarre da tutto quello che lo circonda.

Come sapete, i fatti sono soltanto sollecitazioni neutre, anche se, nel momento in cui l’uomo pone il suo marchio su di essi, possono trasformarsi dentro di lui, a seconda dei casi e di come li interpreta, in una minaccia al suo ordine precostituito oppure in elementi da inglobare nell’ordine. Perché, di volta in volta, lui trasforma una sollecitazione in un’opportunità che conferma il suo sistema d’ordine, o altrimenti in un ‘problema’ che ne è di ostacolo, ma anche in una spinta per ricreare un ordine più stabile.

Quindi l’uomo nei fatti legge sia vincoli che opportunità in base a fattori diversi, legati sia al tempo di cui si serve, che ai suoi bisogni o alle sue pretese.
Ad esempio, quando sente la necessità di costruire un nuovo sistema d’ordine, da quel momento i parametri che aveva prima – necessità, ambizioni, progetti – non vengono più considerati validi, perché in lui si fanno strada altre pretese, nuovi programmi e differenti aspirazioni, ma anche perché il tempo è intervenuto a modificare la visione che aveva di sé e della vita; a quel punto muta anche il suo schema d’ordine.

Voi uomini siete convinti di essere gli autori di ogni mutamento dentro di voi e, pur non sapendo come mai, o addirittura pretendendo di saperlo, a un certo punto notate che in voi cambiano i bisogni, i progetti e le aspettative. E così incominciate a scorgere, nelle sollecitazioni che arrivano e vanno, nuove occasioni o nuovi vincoli che vi fanno mutare il sistema d’ordine, perché lo sentite messo sotto attacco in un suo punto nevralgico.

In ogni sistema d’ordine c’è infatti un punto fragile che va riadeguato in base alle differenti sollecitazioni, che però non sono fatte per colpire l’ordine creato dall’uomo a difesa dalla vita.
Le sollecitazioni semplicemente si presentano e casualmente colpiscono un punto fragile del suo sistema d’ordine.

L’uomo, allora, vive quella sollecitazione come eccitazione e come attacco, e perciò si sente costretto a riattrezzarsi, riorganizzando proprio quell’aspetto del sistema d’ordine che è stato messo in crisi. Ma questo non esclude che si presenti un’altra sollecitazione a colpire anche quel nuovo sistema proprio in un suo diverso punto fragile.

Stiamo descrivendovi il processo mentale nell’uomo che va avanti finché perdura in lui il bisogno di attrezzarsi attraverso la creazione, il consolidamento e il riadeguamento di un proprio sistema d’ordine, in modo da attenuare il suo sentirsi sballottato a destra e a manca dentro i meandri della propria mente, in seguito agli imprevisti che lui vive come caos o come disordine.

Ecco perché ognuno ha consolidato un sistema di difesa che va irrigidendosi in vista di un possibile incontro proprio con quelle sollecitazioni che eccitano la sua struttura mentale, e che sono differenti per ognuno. Si tratta di un sistema atto a regolare lo sballottamento, che l’uomo teme ma che in realtà appartiene alla naturalità del vivere.
Fonte: La via della Conoscenza, “Ciò che la mente ci nasconde“, Gratuità, pp.50-52.

In merito alla via della Conoscenza: quel che le voci dell’Oltre ci hanno portato non sono degli insegnamenti, non sono nuovi contenuti per le nostre menti, non sono concettualizzazioni da afferrare e utilizzare nel cammino interiore. Sono paradossi, sono provocazioni o sono fascinazioni, comunque sono negazioni dei nostri processi conoscitivi e concettuali.
Non hanno alcuno scopo: né di modificarci e né di farci evolvere. Creano semplicemente dei piccoli vuoti dentro il pieno della nostra mente. Ed è lì che la vita parla.

Per qualsiasi informazione e supporto potete scrivere ai curatori del libro: vocedellaquiete.vaiano@gmail.com
Download libro, formato A4, 95 pag. Pdf
Indice dei post estratti dal libro e pubblicati
Abbreviazioni: [P]=Prefazione. [V]=Vita. [G]=Gratuità. [A]=Amore.
Le varie facilitazioni di lettura: grassetto, citazione, divisione in brevi paragrafi sono opera del redattore: i corsivi sono invece presenti anche nell’originale.

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11 commenti su “Cosa sono ordine e caos per la mente umana [54G]”

  1. “Si può quindi dire che l’uomo considera ordine tutto quello che costruisce sui fatti come conferma oppure opportunità da trarre da tutto quello che lo circonda.”

    Così la mente costruisce castelli di sabbia.

  2. Arrivi a un certo punto in cui l’unica certezza è l’incertezza!
    Tutto ciò che si presenta, pur provocando disorientamento iniziale, viene semplicemente accolto. Senti di dover tendere in quella direzione.
    Altro ora non c’è ..

  3. Credo di capire cosa dice Soggetto quando afferma che la mente cerca sempre un ordine in cui trovarsi e cerca un riordino quando l’equilibrio viene a spezzarsi.
    Vedo infatti la mia mente bisognosa di questi paletti.
    Vederne il funzionamento non la scalza ma aiuta.

  4. A Luisa
    Tu poni un tema che riguarda l’intero approccio alla VdC.
    Dal punto di vista delle logiche del divenire la VdC non ha nulla da dire, parla di uscire da quelle logiche,
    proposta sensata per coloro che possono accoglierla.
    Le sollecitazioni, nel divenire, sono la conseguenza di ciò che una coscienza deve apprendere,
    sono cioè i fatti che essa crea, quindi non sono casuali.
    Nella dimensione che propone la VdC, e che nel Sentiero chiamiamo dell’Essere,
    la persona cerca di superare la causalità per abbandonarsi al Ciò-che-E’.
    Siamo completamente oltre il paradigma duale.

  5. “Le sollecitazioni semplicemente si presentano e casualmente colpiscono un punto fragile del suo sistema d’ordine.”
    Le sollecitazioni sono casuali? Questa affermazione mi lascia perplessa, mentre tutto il resto del discorso è davvero illuminante.

  6. “Voi uomini siete convinti di essere gli autori di ogni mutamento dentro di voi e, pur non sapendo come mai, o addirittura pretendendo di saperlo, a un certo punto notate che in voi cambiano i bisogni, i progetti…”

    L’uomo sa e sente di non essere autore di ogni mutamento e da qui la difesa della costruzione di certezza che lo strutturino e di giudizi che lo sostanzino.
    La paura del vuoto è così disorientante da essere rimossa e sostituita con castelli di certezze di carta.

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