La vita liberata dai concetti e dagli obbiettivi [V21]

Quando – non si sa perché e non si può prevedere – la vita appare spoglia dei concetti, degli obiettivi e dei significati che ogni uomo le sovrappone, in quell’attimo appare la gratuità che lascia l’uomo immerso in un profondo silenzio, perché nulla si può aggiungere.

Per quel breve momento, si viene colti da uno stupore nell’osservare il non-noto che si mantiene nuovo e nel vedere che si affaccia una pausa, che crea una sospensione e spezza il brusio della mente.

L’uomo, che vive quei flash, può scoprire che la vita non è causa del piacere o dell’amarezza che lui prova, né del premio o della sconfitta, né del successo o della resa, perché tutto ha origine nel modo con cui si interpreta l’accadere.

Noi vi diciamo che la vita è imprevedibilità; ma l’uomo la giudica ripetitiva perché interpreta le continue novità riferendole alle esperienze che ha già incontrato.

I fatti si susseguono separatamente: uno dopo l’altro, uno disconnesso dall’altro, uno non conseguente all’altro, ciascuno in sé: però voi li interpretate, li classificate, li paragonate, li connettete insieme e a volte li correggete, trasformandoli in fatti ‘per voi’.

E spesso vi dite che quella che state vivendo è vita solo quando avete la possibilità di collezionare esperienze varie e interessanti, quando le intensificate e le vivacizzate, oppure quando vi mettete in fermento per incontrarne di nuove.

Solo a quel punto vi dite che la vita è vita, mentre non lo è quando vi sembra che non succeda niente di rilevante:
– né una forte emozione,
– neppure uno di quei pensieri che vi mettono in crisi,
– neanche un dolore di cui farvi protagonisti
– e nemmeno un bel progetto che accenda la vostra già eccitata struttura mentale.

Perché per voi non è più vita quando vi sentite spogliati del vostro protagonismo, della vivacità dei sentimenti intensi e della ricchezza dei pensieri.

Fonte: La via della Conoscenza, “Ciò che la mente ci nasconde“, Vita, p. 21

In merito alla via della Conoscenza: quel che le voci dell’Oltre ci hanno portato non sono degli insegnamenti, non sono nuovi contenuti per le nostre menti, non sono concettualizzazioni da afferrare e utilizzare nel cammino interiore. Sono paradossi, sono provocazioni o sono fascinazioni, comunque sono negazioni dei nostri processi conoscitivi e concettuali.
Non hanno alcuno scopo: né di modificarci e né di farci evolvere. Creano semplicemente dei piccoli vuoti dentro il pieno della nostra mente. Ed è lì che la vita parla.

Per qualsiasi informazione e supporto potete scrivere ai curatori del libro: vocedellaquiete.vaiano@gmail.com
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Indice dei post estratti dal libro e pubblicati
Abbreviazioni: [P]=Prefazione. [V]=Vita. [G]=Gratuità. [A]=Amore.
Le varie facilitazioni di lettura: grassetto, citazione, divisione in brevi paragrafi sono opera del redattore: i corsivi sono invece presenti anche nell’originale.


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3 commenti su “La vita liberata dai concetti e dagli obbiettivi [V21]”

  1. È vero tutto nasce dall’interpretazione dei fatti, ma occorre vedere e comprendere cosa c’è dietro quella interpretazione, cosa la muove.
    Alla base c’è una spinta, un’esigenza di mettersi in fermento e di essere in fermento che ci conduce a collegare fatto a fatto.
    Credo che si possa intendere come il meccanismo dei auto-alimentazione della mente, il quale quando sente che l’energia eccitatoria del dispositivo mente è scesa sotto un certo livello si mette in moto.
    Essere vissuti con la convinzione che essere vivi significa, implicitamente, essere in qualche forma di eccitazione comporta un compito quasi “disumano” (visto con gli occhi della mente), il quale richiede di spezzare l’identificazione con il sentirsi d’esistere come centralità.

  2. “… Nemmeno un dolore di cui farvi protagonisti…”
    Sorrido a questa affermazione ma comprendo che è così. Tutto ciò che viene affermato è dirompente e squarcia le certezze che la mente usa come appigli. Sorge gratitudine.

  3. “E spesso vi dite che quella che state vivendo è vita solo quando avete la possibilità di collezionare esperienze varie e interessanti, quando le intensificate e le vivacizzate, oppure quando vi mettete in fermento per incontrarne di nuove.”
    Si corre dietro l’illusione, che non colmera’ mai il vuoto esistenziale che si tenta di non sentire, coperto dai pensieri, eccitamenti, costruzioni immaginifiche.
    Finché, la Vita, pian piano si mostra per quella che È. Non la giostra su cui rincorriamo la felicità, ma una sequenza di fatti.
    Spogliata di ogni trastullo, la mente si placa, lasciando spazio a gratitudine e meraviglia.

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