Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La parola, il gesto che sorgono dal silenzio

Sorgere dal silenzio, da un’assenza di sé, da una non necessità di esserci.
Qualcosa sorge non con il fine di dire, affermare, dimostrare, ma perché è attivata da una domanda.
Nell’acqua calma del lago, un’onda sorge perché qualcuno vi ha lanciato un sasso.
L’acqua non aveva alcun bisogno di creare l’onda, non le mancava l’onda.
Colui che ha tirato il sasso voleva vedere l’onda, sua era la necessità.
Se non c’è domanda, non c’è risposta, questo è un aspetto del non agire.
Se non siamo mossi dal bisogno nostro, può attivarci solo il bisogno dell’altro, sua è la responsabilità, per noi il problema non esiste.
La parola, il gesto possono sorgere dal silenzio anche in assenza di una domanda: sorgono spinti da una forza, da una pressione, dal liberarsi di un impulso creativo che obbedisce alla legge del dare, all’amore che offre senza nulla chiedere.
E’ un processo simile al generarsi delle onde causato dal ciclo lunare: la causa non ha origine nell’ambito della relazione umana, ma nella radice interna all’umano, in quella forza che tutto genera e tutto sostiene che chiamiamo amore.

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