L’impatto delle parole, la fragilità e la sfida che ci attende

Ci sono persone che usano espressioni forti, dirette e si trovano a loro agio: per me non è così.
Per me la parola è una forza, la risultante di una pressione emotiva e di un portato concettuale: quando si impatta nel mio interiore genera effetti di varia natura, quando è dura è come il vento sulla sabbia, debbo chiudermi, proteggermi e aspettare che passi.
Credo che inevitabilmente tutti ci confrontiamo con parole e gesti, nostri o altrui, di forte impatto: non muovo una critica a questo, è un dato di realtà; sottolineo che lungo la via interiore ciò che ieri era considerato normale, oggi diviene da evitare; ciò che poteva essere fatto o detto in un’altra stagione, oggi è impraticabile.
La nostra ricettività verso ogni accadere cambia con il cambiare delle comprensioni e dell’ampliamento del sentire; questa è la ragione per cui, ad esempio, molte persone della via divengono vegetariane: come a loro risulta impraticabile cibarsi di un animale così ad altri, o in una stagione successiva, risulta difficile reggere il tono polemico, derisorio, aspro, irriverente, umiliante.
Ancora più a fondo: mentre un tempo potevamo girarci da un’altra parte quando vedevamo venire verso di noi un immigrato con la sua mercanzia, oggi lo andiamo ad incontrare.
Si osserverà che la persona di “ampio” sentire dovrebbe essere anche quella più stabile e meno vulnerabile al mondo: è una tesi discutibile, ad ampio sentire corrisponde ricettività altrettanto ampia, consapevolezza vivida delle implicazioni di ogni fatto e delle conseguenze che inevitabilmente genera.
Un sentire di quella natura coglie i processi, sa che essi appartengono ai protagonisti che li attuano e ne legge la portata formativa, sente in sé come fosse un sensore l’impatto dei fatti.
La persona della via non diviene un fungo, né un superuomo inattaccabile dai condizionamenti: diviene come una membrana sottile, fragile e vulnerabile esposta ai venti che può gestire perchè conosce e comprende la natura di quei fatti e il loro procedere.
Sono la conoscenza e la comprensione che ci permettono di non soccombere.

Immagine tratta da: http://goo.gl/naQKkF


1 commento su “L’impatto delle parole, la fragilità e la sfida che ci attende”

  1. “C’erano cose che volevo dirgli.
    Ma sapevo che gli avrebbero fatto male.
    Così le seppellii e lasciai che facessero male a me.”
    J. S. Foer

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