Il riconoscimento della propria debolezza. Vito Mancuso, le dimissioni di Benedetto XVI

“Nel caso di Benedetto XVI abbiamo a che fare con un martirio-testimonianza di altro colore, quello del riconoscimento della propria debolezza, della propria incapacità, del proprio non essere all’altezza. È la fine di una modalità di intendere il papato, e può essere la nascita di qualcosa di nuovo.”
L’articolo di Vito Mancuso (pubblicato su Repubblica del 12.2.13), tratto dal suo sito e in formato pdf per la stampa

Un commento su “Il riconoscimento della propria debolezza. Vito Mancuso, le dimissioni di Benedetto XVI

  1. Grazie, grandi spunti di riflessione. Quasi tutte le persone a me vicine, una indipendentemente dalle altre, hanno all’annuncio del Papa dichiarato la propria profonda e sincera stanchezza. Quasi si sentissero legittimate e alleggerite nel poterlo fare, nel poterselo concedere. Intravedo che dietro a questo tipo di dichiarazioni di stanchezza ci sia un messaggio, la fine di qualcosa. Intravedo ma non comprendo ancora. E Mancuso mi ha dato una chiave.

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