Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La sfida di scoprirsi monaco

Non è nella natura umana la ricerca di sé, del senso del proprio esistere, della relazione con l’insieme?
Non ha l’uomo una spinta interiore che lo conduce da ego ad amore, da io a noi, da frammento ad unità?
Chi è il monaco/monaca se non colui/colei che dedica la propria vita, consapevolmente e radicalmente, ad assecondare e perseguire queste spinte interiori, queste tensioni esistenziali.
Avviamo una discussione sulla possibilità di interpretare il nostro essere e il nostro cammino come coerente con la tradizione monastica così come si è sviluppata non in una cultura e in una tradizione religiosa, ma universalmente. Questo è il forum di riferimento.
Di seguito riportiamo un breve passo tratto dal libro di Raimon Pannikar, Benedetta semplicità, La sfida di scoprirsi monaco, Cittadella editrice.

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  1. Roberto,grazie di qesto testo di Panikkar, tocca la mia essenza.
    Tanto tempo fa presi il sannyas (iniziazione al monachismo) da Osho,
    Lui con altre parole descrivo’ questo concetto, che anche allora ando’ diretto al centro dell’essere…
    Se non trovo il libro in Ancona, mi aggiungo all’ordine comune

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