Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

L’amore nulla lascia immutato

Dice un’amica: “Non ho più motivazione. Non c’è scopo nella mia vita, solo un essere portata.”
Mi chiedo: “Se non c’è più uno scopo personale, qualcosa che ci muove e che per noi ha un senso, che ci conferisce un senso, che cosa diventa la vita?”
Essere portati. Ma da chi e dove?
Da quella forza che chiamiamo amore e che ci conduce ovunque il nostro essere vuoti sia utile a qualcuno.
Utile a cosa? A trovare, vedere, sperimentare la strada che conduce a sé.
Nelle forme proprie di ogni esistenza personale, l’amore parla ad una pietra, ad un fiore, ad un capriolo, ad un uomo, a se stesso.
Parla, si propone senza scopo apparente, ma dovunque vada, da chiunque sia sfiorato, nulla lascia immutato.

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  1. infatti mi lascero’ trasportare da quello spazio, spinta, chiamato amore
    come gia’ avviene e gia’ e’ avvenuto.
    Roberto e Alessandro, grazie del commento

  2. conosco certi spazi.
    li ho attraversati e mi hanno messo tanta paura.
    è finita qui la vita?
    in quei tratti me lo chiedevo più volte.
    quando cessa ogni motivazione sembra che sia finito tutto.

    il fare la cosa propria.
    continuarla a farla al meglio
    anche quando sembra che non serva assolutamente a niente
    mi ha traghettato oltre.

    poi sono arrivati degli strumenti.
    con il tarlo,
    la comprensione ha decifrato certi passaggi che sono fisiologici nella via.
    il deserto e il suo funzionamento fa meno paura.

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