Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Lo scacco della mente

Prendo spunto da una allegra battuta di Maria riferita ad un fatto tecnico: ” Questa cosa mi annoda il cervello!” e guardo la difficoltà comune a misurarci con quanto non ci stabilizza, non ci conferma, ma ci ingarbuglia o ci smentisce o, semplicemente, ci spiazza.
Chi viene ingarbugliato, smentito, spiazzato?
L’identità/mente, evidentemente.
Qual’è la funzione dell’altro, del collaboratore efficace, del “buon amico”?
Confermarci? Anche. Disorientarci? Anche.  Ma sempre, di certo, spiazzare la nostra mente.
Da quel disorientamento/spiazzamento sorgono le possibilità di osservarci meglio, più a fondo, anche in quelle pieghe che spesso involontariamente l’altro, o il buon amico,  ci inducono a sbirciare e che volentieri avremmo lasciato nell’ombra.
E’ una relazione scomoda quella con simili rompiscatole (volontari a volte, involontari tante altre) che difficilmente ci farà riposare sull’acquisito.
Nell’identità verremo perturbati, più nel profondo stabilizzati.

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