Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

E’ sconcertante

E’ sconcertante non avere più niente da dire, ammutolire e scomparire, essere come le foglie di quest’inverno ai bordi del sentiero su cui cammini, frammento fra frammenti, e poi uscire da tutto questo, letteralmente uscire, spesso con fatica si, con fatica, per mettere a disposizione un corpo, delle parole, una rappresentazione per qualcosa che deve accadere e lì, essere travolti dalle parole, dai concetti, dal sentire che affluiscono come un fiume che ha rotto gli argini. Travolti da qualcosa di troppo grande e vasto e senza limite.
Cessato quel vento, che niente lascia com’era, tornare tra le foglie, macerate dall’acqua, dal gelo della notte, dal tepore del giorno; trasformati in qualcosa che foglia non è.
E poi ancora e ancora e ancora, vento e foglia senza fine.

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  1. Capisco. Quando le parole escono sempre tradiscono, ma io penso che comunque dobbiamo provarci, osare e tentare e se ci tradiscono non fa niente, riproveremo ancora finché non ci importerà se ci tradiscono o no, se sono la realtà vera o no..

  2. A volte è ancor più sconcertante dover avere qualcosa da dire, quando sei senza parole e solo con l’essere di quel momento. A volte è sconcertante non riuscire a trovare le parole per dire ciò che con le parole perderebbe di significato. Ma parlo dal mio essere piccola di fronte a tutto ciò.
    Saluto grande
    Sabrina

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