Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Le crisi interiori cicliche

Definisco crisi lo smarrimento dovuto alla perdita di senso di ciò che si vive.
Negli affetti, nel lavoro, nella via interiore questo è comune e, direi, anche sano. Perché?
Perché è fisiologico e naturale perdersi. Chi si perde? L’identità.
Chi si ritrova? L’identità.
La crisi è dinamica dell’identità che trova nutrimento in ciò che vive, o lo perde e si smarrisce.
Una coscienza non va in crisi, non è identificata con ciò che sperimenta e su quello non coltiva aspettative o sogni, non proietta desideri e bisogni.
L’identità segue un ritmo sinusoidale, hai suoi alti e bassi di identificazione, gratificazione, senso.
Ad un alto segue un basso e gli intercalari variano a seconda delle tensioni esistenziali delle persone.
Se abbiamo chiaro che è l’identità che va in crisi, allora potremo governarne il processo:
– perché ciò che fino ad ieri mi sostanziava, oggi mi appare vuoto?
– sono consapevole della identificazione, del desiderio e del bisogno che mi condizionano?
– quale è la mia capacità di disconnettere da essi?
– sono capace di vedere il gioco della mente e di tornare al sentire?
nel momento in cui torno al sentire, vedo il disegno della vita su di me e sulle persone che con me sono in relazione e colgo, alla luce di quella visione profonda, il senso dei miei affetti, del mio lavoro, della via interiore che perseguo?
– ciò che la mente non vede più, è percepibile nel silenzio, nell’ascolto, nell’osservazione, nell’abbandono al sentire?
Di qui tutti passiamo, tutti ci perdiamo e poi ci ritroviamo e, molto spesso, la nostra preoccupazione dovrebbe essere quella di non fare troppi danni nel mentre siamo accecati dalla perdita di senso.
A volte, effettivamente, quegli affetti, quel lavoro, quella via ci appaiono al capolinea e, non solo nella mente non si trova più un senso, ma anche nel sentire ci sembra che non ve ne sia più uno.
Su questo secondo aspetto avrei molto spesso dei dubbi, ma di certo queste sono quelle situazioni in cui la persona prende delle decisioni, abbandona ciò che ha ed apre nuove officine.
I danni sono spesso considerevoli, ma altra soluzione non si intravedeva: nella nuova officina il lavoro incompiuto nella precedente si presenterà senza sconti, naturalmente.


Se hai domande sulla vita, o sulla via, qui puoi porle.
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  1. La mente è subdola. Nei momenti di crisi mette in discussione tutto, anche il valore della disconnessione. Tornare al sentire può essere difficile in queste condizioni. Però la consapevolezza di come la mente opera può essere d’aiuto per non lasciarsi fregare.

  2. …..” nel momento in cui torno al sentire, vedo il disegno della vita su di me e sulle persone che con me sono in relazione e colgo, alla luce di quella visione profonda, il senso dei miei affetti, del mio lavoro, della via interiore che perseguo?”….un po’ si… ma non è facile, lunga è la strada….

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