Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Può decidere il fiore al mattino
di non aprirsi
al sole che sorge?
Può decidere l’uomo
di non andare incontro
a se stesso?
Può decidere di fuggire?
Può decidere di morire?
Può fare di tutto per comprendere
e “illuminarsi”?
Oppure l’uomo è come quel fiore?
Ogni respiro lo conduce
incontro a sé,
alla piena manifestazione
dell’illusione della sua solitudine
e al completo abbraccio nell’Assoluto?
Può non respirare?
Può bloccare il flusso dei suoi fluidi
e impedire al suo cuore di battere?
Può interrompere il ciclo delle sue rappresentazioni?
Può interrompere il fluire del tempo,
l’illusione dell’incompletezza,
la tensione a divenire?
Nella resa,
nell’abbandono incondizionato
alla vita che accade ora, adesso.
Uno o mille giorni,
una o cento vite
che importanza hanno?
La vita semplicemente accade,
il divenire è illusione,
tutta la vita accade in un attimo.
Il più grande degli insegnanti è quel fiore
che ogni mattino si apre al sole che sorge
e non porta in sé alcuna domanda.

18.8.2009

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