Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Se vuoi comprendere quel che accade qui bisogna che sgombri la mente e cominci ad osservare; allora puoi posare il tuo sguardo su una piccola quotidianità insignificante, carica di routine, che si ripete nel tempo sempre uguale a se stessa. Se guardi attentamente scopri che la questione non è il cosa qui viene fatto o praticato, o il cosa viene detto, ma il come: come quel piccolo insignificante quotidiano plasma le vite nostre e, se vuoi, anche la vita tua; come meditazione e contemplazione possono essere il laboratorio delle nostre esistenze.
E se osservi ancora scopri che quello che qui accade non è niente di particolare: donne e uomini, in tutti i tempi, si sono rivolti all’interiore, spesso appartandosi dal mondo e lì, nel piccolo ripetersi implacabile del quotidiano hanno incontrato se stessi e, in virtù di quell’incontro, l’Ineffabile ha potuto plasmarli.
Ognuno di costoro ha accettato la sfida di incontrare il mistero di se stesso e con ciò il mistero della vita. Qui, in una forma discreta e assolutamente ordinaria e insignificante, prende corpo un’esperienza interiore che ha le stesse motivazioni interiori dei tanti ricercatori, monaci, eremiti, che a tutte le latitudini e in ogni tempo sono andati incontro all’esistenza.
Nel silenzio, nella preghiera, nella meditazione, nella contemplazione sono scomparsi agli occhi del mondo ma non allo sguardo interiore.

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