Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La consapevolezza dei piccoli fatti

Oggi è stata una giornata deprimente, di quei giorni che mi sembra che l’esistenza mi tolga qualunque appiglio, ogni spiraglio di serenità. Citando i Rolling stones “I can’t get no satisfaction”,  niente che non possa sostenere, questo è ovvio, ma una serie di piccole grandi cose che messe una in fila all’altra mi fan venir voglia di dire basta, di chiedere una tregua, di prendermi delle ferie da me stesso e di rifugiarmi in uno stato fatalista dove puoi imprecare contro la vita ingiusta e lamentarti come un porco al macello.
Ma non posso, oramai conosco la melodia del lamento e so chi firma lo spartito e anche questa conoscenza cerca di diventare lamento, non posso neanche lamentarmi, urla la mia ridicola identificazione.
Poi a cena, da solo, in silenzio, ho disconnesso dalle mie piccole grandi disgrazie e ho assaporato il cibo che avevo nel piatto.
Mi è tornata alla mente quella storiella fatta di tigri e fragole (http://www.101storiezen.com/18…..abola.html ) e forse per la prima volta l’ho compresa, ho detto compresa non capita!

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  1. interessante soprattutto il desiderio di voler “urlare”attraverso la lamentela ma non concretizzarlo, perchè oramai se ne conoscono i meccanismi di richiesta. Nonostante il reclamo impellente non scendi a compromessi..hai già svelato le strutture che la sorreggono

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