Stare

E’ sempre un tornare. Ad ogni attimo.
Una casa ed il gesto del sedersi sul pavimento, lungo una parete; da quell’osservatorio nella penombra vedere scorrere il movimento del mondo.
Fermo, il tempo è fermo e bizzarra è questa percezione del divenire.
Immobile, osservo le palpebre battere: è solo rappresentazione.

Prima neve

Prima neve.
E’ un gesto tenero l’addormentarsi senza direzione. Né perduto, né trovato; né dipendente, né libero, senza una domanda di senso.

Il mondo è lontano

Il mondo è lontano anni luce.
Questo non significa che non ci sia pensiero od emozione, significa che non c’è identificazione.

Incontro a te

Ti ho aspettata e ti ho travata nel silenzio di queste sere, nella pioggia che impietosa scende, nella disarticolazione del pensiero, nell’essere della realtà che è semplicemente quel che è. Non ti aspetto più perché non sei qualcosa che viene, sei l’accadere.

Non c’è tempo

Abbiamo camminato sotto un cielo stellato accompagnati dal canto dei fossi colmi d’acqua; la terra è satura, l’erba piegata.
Nella notte siamo soli.
Non c’è tempo.

Le ore della sera

Le ore della sera, pervase da un silenzio profondo, raccontano di un declinare, di un piegarsi; raccontano di un gesto della più modesta routine, dell’andare a coricarsi, senza un pensiero, senza un rammarico, senza un progetto.

Neve sui monti

Sull’appennino è nevicato, il vento freddo della sera porta l’odore della neve. Camminiamo che è appena scesa la notte in un silenzio pervaso dal vento, solo i passi e gli alberi danzanti.