Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

d-30x30L’incarnazione e la formazione del corpo fisico. Dizionario del
I termini «goccia», «scintilla», «anima» sono termini usati da più dottrine, da più teorie, e noi li unifichiamo in un solo unico significato, ovvero quando useremo questi termini intenderemo quella parte dell’Assoluto dalla quale discende ognuno di noi, ovvero quella particella della Realtà Assoluta che ha dato luogo al vostro immettervi nel ciclo delle evoluzioni e delle incarnazioni.
Voi direte: cosa c entra tutto questo con la Realtà?
Veramente questo è indispensabile per comprendere la Realtà, perché se prima si è parlato di una Realtà soggettiva è anche il caso adesso di parlare di quella che è la Realtà Assoluta e per comprendere a fondo la Realtà Assoluta, è necessario comprendere tutto il discorso a monte, risalendo, magari, dall’individuo, dalla persona, fino ad arrivare a quel Tutto, quell’Assoluto, che così spesso è stato nominato nel passato, negli incontri, ma che non è mai stato chiarito.
Io quindi ho voluto dare questa piccola definizione e qualcun altro saprà certamente fare di questa definizione qualcosa che io assolutamente non saprei fare, o meglio, saprei anche dirvi qualcosa ma, certamente, vi confonderei ancora di più le idee. Boris

Voglio parlare un attimo di quello che succede allorché avviene quella che voi siete usi definire «incarnazione».
Qual è la trafila che ognuno di voi ha seguito, segue e seguirà per attraversare i piani di esistenza fino ad arrivare al piano fisico?
Per fare questo userò delle immagini, degli esempi, e voglio chiarire, prima di tutto, che quelle immagini, quegli esempi non sono la Realtà, ma sono degli artifici usati per far sì che voi mentalmente possiate costruirvi un idea della Realtà, un idea certamente errata, approssimativa, sbagliata ma che tuttavia contiene il concetto di quello che più mi preme farvi trattenere.
Tutto incomincia dalla Goccia.
Quando si stacca dall’Assoluto, la Goccia incomincia il suo viaggio che la porterà a dare vita ad un nuovo corpo fisico. Per fornirvi un supporto mentale vi suggerirò di immaginare questa Goccia come una palla di neve sulla cima di una montagna innevata. Questa palla di neve incomincia a rotolare lungo il fianco della montagna e via via che rotola sulla neve si ingrossa, si ingrossa e incorpora altri cristalli di neve fino a diventare una valanga e alla fine a fermarsi al piano.
Questo figurativamente, è quello che fa la Goccia allorché, attraverso i piani di esistenza, si dirige verso il piano fisico: essa attraversa i piani spirituali e nell’attraversarli attira a sé della materia di questi piani; attraversa poi il piano akasico e attira a sé materia del piano akasico, poi il piano mentale e attira a sé materia del piano mentale, il piano astrale e attira materia del piano astrale, il piano fisico, finalmente, e attira a sé materia del piano fisico… ed una nuova vita è pronta a nascere.
Ci si potrà chiedere come mai la materia resta attaccata a questa Goccia Divina. Questo accade perché la Goccia Divina in realtà è quello che potrebbe essere definito un centro di attrazione, con delle particolarità molto simili a quello che nel vostro piano fisico viene chiamato magnetismo.
Anzi, fermiamoci un attimo su questo problema; voglio specificare che il magnetismo che voi conoscete è soltanto un effetto e non una causa, tant’è vero che la scienza conosce il magnetismo come effetto, ma non sa, in realtà, perché avviene questo fenomeno al di là di tutti i discorsi ipotetici che gli scienziati si dilettano a fare; questo accade proprio perché la causa prima degli effetti magnetici non appartiene al piano fisico.
Ciò che accade sul piano fisico è soltanto un effetto di quello che proviene, invece, da altri piani di esistenza.
Questa Goccia Divina (immaginatela dunque, per il momento, simile alla calamita, selettiva a seconda della materia che sta attraversando) attira a sé come abbiamo visto, le varie materie dei vari piani.
All’inizio del ciclo, all’inizio dell’evoluzione, la materia che la Goccia Divina attira a sé è uniforme, non è strutturata, si può quasi affermare che avviene una raccolta di materia nei vari piani di tipo casuale anche se vi ricordo di stare attenti con questa parola, perché in realtà, di casuale non vi è mai nulla.
Ma poiché questo è un argomento che porterebbe molto lontano, lasciamolo per altri momenti. Attira dunque a sé materia in modo «caotico».
Voi direte: «Ma com’è che accade che questa materia raccolta in modo caotico alla fine dà vita a qualcosa che caotico non è?». Questo accade, prima di tutto, perché in realtà la Goccia Divina sa già quello che sarà il cammino o ciò che compirà la sua emanazione attraverso i piani, e sa che tutto avverrà in modo pressoché automatico; o meglio: così come accade che il bambino appena nato sia una materia in gran parte informe, non strutturata, materia che poco alla volta assumerà una sua connotazione ben precisa, una sua personalità precisa, attraverso gli scontri tra la sua realtà interna e la sua realtà esterna, così accade che anche gli altri corpi che compongono l’individuo attraverso gli scontri tra la sua realtà interna e la sua realtà esterna, si strutturano.
Accade cioè, a mano a mano che il bambino vive, cresce, desidera, ama, che la materia che compone il suo corpo astrale poco alla volta si affina, rendendolo sempre più capace di desiderare, di sentire, di amare; a mano a mano che il bambino cresce e affina la sua mente, attraverso gli stimoli che l’ambiente gli fa pervenire stimoli che, passando per l’interno, si ripercuotono sul suo corpo mentale facendo sì che il suo corpo mentale gradatamente si strutturi il suo corpo fisico comincia a recepire, comprendere mentalmente sempre di più; cosicché avviene una specie di scambio circolare fra ciò che accade all’esterno e ciò che accade all’interno dell’individuo.
Stiamo parlando però di una sola vita per farvi comprendere quant’è complesso l’esempio e quante parole dovremo spendere per farvi comprendere fino in fondo a quale complesso meccanismo appartenete: dovete cercare di capire che ognuno di voi, per affinare sempre di più i propri corpi e non soltanto quelli transitori, come il mentale, l’astrale ed il fisico, ma in particolar modo quello akasico e quelli spirituali ha bisogno di un certo numero di incarnazioni.

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Avrete notato che il mio parlare si era limitato soltanto al cammino della Goccia che arriva a reincarnarsi in un corpo umano; questo chiaramente ha portato ad una limitazione molto estesa del concetto di cammino della Goccia dal piano spirituale al piano fisico.
In realtà, il discorso va allargato ulteriormente, perché certamente tutti voi più o meno sapete, perché siete tutti chi più chi meno eruditi in materia, che questa famosa Goccia attraverso il suo cammino che la porta alla riunione con il Tutto non arriva soltanto a dare vita ad un corpo umano, ma prima di arrivare a dare vita ad un corpo umano, attraversa altri stadi di evoluzione.
Già, altri stadi di evoluzione, non è certamente una sorpresa se io vi affermo, questa sera, che ognuno di voi prima di essere stato un essere umano, nel corso del suo cammino evolutivo è stato un animale: questo non vuol dire che qualcuno tra voi, attualmente, non possa ancora comportarsi come un animale, naturalmente; e non è una sorpresa neppure se io affermo che prima di essere stato un animale ognuno di voi è stato una pianta, e ancora che prima di essere stato una pianta è stato un minerale; è stato quindi una forma diversa di vita che investe tutto il mondo fisico che voi conoscete.
I più restii ad accettare questa condizione, certamente penseranno che affermare che un minerale possa far parte di un cammino evolutivo è alquanto azzardato, in quanto osservando un minerale si vede chiaramente, all’apparenza almeno, che esso non è una forma di vita perché non possiede nessuno degli attributi che siete soliti dare all’essere vivente. Eppure io vi dico, creature, che non è così, se voi prendete, per esempio, un cristallo e lo immergete in una soluzione soprasatura, vedrete che un po’ alla volta questo cri- stallo acquista altre parti di materia, e come la scienza sa benissimo, non l’acquista casualmente, ma secondo direttive ben precise che lo portano ad una crescita tutto sommato ordinata.
Questo mi sembra, creature, un chiaro indice che in realtà, il cristallo, apparentemente così privo di vita, ha invece un suo cammino evolutivo da percorrere, perché se così non fosse il suo momento di forma e di materia sarebbe completamente disorganizzato e casuale, cosa che invece non è.
È evidente, creature, come a questo punto si debba giungere alla conclusione che ogni cosa del creato ha una sua evoluzione, un suo cammino da percorrere, ed il tutto sia così perfettamente organizzato, curato nei minimi particolari da escludere completamente il fatto che tutto sia affidato alla casualità, al caso, ma anzi questo ordine, questa organizzazione presuppongono implicitamente l’idea di una divinità anche se ben diversa dall’immagine antropomorfa che ognuno di voi può possedere che regoli e comprenda in sé tutto l’universo. Scifo

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Considerato che l’argomento di codesta serata è alquanto inconsueto ed ostico per le vostre menti, inizierei con qualcosa di semplice ed alla portata quindi, della vostra comprensione.
Inizierei, per questi motivi, cercando di spiegarvi come l’essere nasce, incomincia a poco a poco a prendere contatto con gli altri suoi veicoli e a costruire, in questo modo e di conseguenza, la propria personalità.
Innanzi tutto l’entità che è chiamata a prendere posto in quel determinato corpo, comincia a prendere i suoi propri e veri contatti dopo il parto, immediatamente dopo la nascita vera e propria; questi primi contatti sono relativi al piano immediatamente successivo a quello fisico che, come tutti voi ricorderete, è il corpo astrale.
Questi primi contatti vanno, via via che il corpo fisico segue la sua inevitabile crescita fisica, ampliandosi fino a divenire completi, stabili; per compiere questo cammino, per arrivare alla perfezione, sono necessari più o meno sette anni del vostro tempo, sette anni del piano fisico; questo, affinché quella persona abbia il suo corpo astrale ben strutturato e ben allacciati i contatti con il relativo veicolo fisico.
Più o meno contemporaneamente l’individuo che userà, per la nuova incarnazione, quel determinato corpo, comincia anche a formare i primi contatti con il proprio veicolo mentale; però per arrivare alla completezza, per arrivare alla perfezione dei contatti con il proprio corpo mentale dovranno passare più anni, anni che vengono genericamente indicati in 14.
A questo punto voi potreste affermare con tutta tranquillità, che la personalità dell’individuo è strutturata, formata verso i quattordici anni.
Ciò è errato, prima di tutto perché, per il momento, non abbiamo ancora fatto menzione dell’eventuale allacciamento con il corpo akasico (non dimenticatevene l’importanza) e poi perché dovete tenere sempre ben presente una cosa: questi limiti di tempo che noi abbiamo dato (in questo caso abbiamo parlato di sette e quattordici anni) sono indicativi e non validi, genericamente, per tutti gli individui. La differenza dipende soprattutto dal grado evolutivo dell’individuo che si incarna.
Ci si potrebbe fermare sulle cose che ho appena detto, cercando di vedere in particolare come si manifesta praticamente, nel comportamento di quello stesso essere, l’allacciamento in questione, qual è lo sviluppo e come lo si vede praticamente; questo sarebbe un discorso molto interessante però è molto complesso e porterebbe via troppo tempo. Vorrei ricordarvi ancora, prima di allontanarmi, che la personalità vera e propria, così come è stata definita dal paziente amico Boris, è comprensiva di qualcosa di più, direi anche di quegli impulsi (anche se piccolissimi) che il corpo akasico invia al corpo fisico; questo, per farvi comprendere
come, molto spesso, nei nostri discorsi ci limitiamo per fornirvi una maggiore possibilità di comprensione, dandovi soltanto delle piccole gocce di Verità per volta. Vito

Certamente voi ricorderete un argomento che è stato tanto tempo fa affrontato, e che forse è stato preso da alcuni di voi come una curiosità, un affermazione esotica e nulla di più. Mi riferisco a quando è stato accennato alla presenza sul corpo fisico dell’individuo incarnato di determinati punti vibratori che avevamo definito «nadis».
Io vorrei, questa sera, parlarvi ancora un attimo di questi punti vibratori, perché possono aiutarvi a comprendere quello che è l’individualità, a comprendere il modo in cui l’individualità arriva poi a formarsi una personalità, infine a comprendere come è che avviene lo scambio tra gli impulsi del mondo fisico e gli impulsi provenienti, invece dal piano spirituale.
Tutto il corpo di ogni essere umano è cosparso (per usare un termine impreciso, ma efficace) di tanti piccoli punti vibratori, che posseggono delle vibrazioni particolari, le quali hanno la caratteristica di tenere unito il corpo fisico con il corpo astrale, in particolare, e in parte anche con gli altri corpi che compongono l’insieme dell’individuo.
Questi punti vibratori, però non servono solamente a tenere uniti i corpi, a fare quindi in un certo senso da magnete nei confronti degli altri corpi, ma servono anche a trasmettere vibrazioni che dagli altri corpi provengono.
Si potrebbe quindi affermare che tutto il vostro corpo riceve in ogni punto, in continuazione, piccoli impulsi provenienti dagli altri vostri corpi, sia l’astrale che il mentale e l’akasico e via dicendo.
Tuttavia questi impulsi vanno principalmente a colpire tutto il sistema nervoso dell’individuo, anche perché questi piccolissimi vortici sono disegnati, principalmente lungo la fascia nervosa, i piccoli nervi che fanno parte di ogni piccola porzione di ogni corpo dell’essere umano e, quindi, gli impulsi che ricevono sono molto piccoli, indistinti, e difficilmente separabili l’uno dall’altro.
Questo argomento è servito, anche senza sapere di preciso la teoria, ad un certo dott. Calligaris per individuare determinati punti e questo dottore ha scoperto che stimolando certi punti vibratori che sono appunto dei nadis (come noi li abbiamo definiti) si possono ottenere particolari proprietà da parte dell’individuo e questo accade proprio perché, attraverso questa stimolazione delle vibrazioni dei nadis, si può arrivare per qualche attimo almeno a recepire i sensi degli altri corpi dell’individuo; ma, vi ripeto fratelli, questo è un discorso complicato che affronteremo eventualmente un altra volta.
Ma al di là di tutti questi piccoli nadis, esistono poi delle altre parti vibratorie all’interno del corpo dell’individuo che ricevono invece più direttamente, in massa maggiore le vibrazioni e gli impulsi provenienti dagli altri piani di esistenza, e questi sono quei famosi centri che vengono chiamati chakra e che servono da punto di passaggio dell’energia dagli altri piani di esistenza al piano fisico.
Gli altri corpi dell’individuo aiutano il costituirsi della personalità dell’individuo stesso, inviando impulsi dal loro piano di esistenza, così come l’ambiente e l’esperienza che l’individuo compie all’interno del piano fisico riecheggiano, attraverso i chakra, sugli altri piani, formando una catena di impulsi che, andando avanti e indietro attraverso i ricordi dell’individuo, contribuiscono a creare e strutturare in modo particolare ed individuale, la personalità di ogni essere umano. Andrea

Dal volume del , Dall’Uno all’Uno, Volume terzo, parte seconda, Edizione privata

Indice del Dizionario del Cerchio Ifior

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