Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

d-30x30Ambiente interno e ambiente esterno. Dizionario del

Ognuno di voi è inserito in un ambiente, ognuno di voi vive la propria esperienza terrena all’interno di un ambiente che possiede varie caratteristiche, varie peculiarità; avete un ambiente fisico, in cui conducete le vostre esperienze quotidiane, lavorative, affettive, e in questo ambiente ricevete tutti gli stimoli più immediati da chi vi è più vicino e vi frequenta con maggiore possibilità di rapporto rispetto agli altri esseri incarnati assieme a voi. Siete poi inseriti in un ambiente sociale, un ambiente con il quale vi trovate spesso anche a vostra insaputa a interagire, a mediare tramite la vostra comprensione tutti quegli stimoli o quelle regole che l’ambiente sociale, attraverso la creazione dei famosi archetipi transitori, vi invia come elementi su cui tendenzialmente modellare quello che è il vostro comportamento, il vostro modo di essere all’interno dell’ambiente sociale in cui vi trovate a fare esperienza.
Vi è poi l’ambiente cosmico, quell’ambiente così vasto che comprende tutta la realtà ed in cui voi, così spesso, non siete consapevoli se non qualche volta osservando il cielo stellato e rendendovi conto di quante cose esistono che voi non conoscete, non potete conoscere, non potete quantificare, razionalizzare, non potete abbracciare nella loro totalità e che, quindi, sfuggono alla vostra possibilità di comprensione; pur tuttavia, questo ambiente macrocosmico di cui fate parte esiste e con esso anche se non vi rendete conto finite con interagire attraverso i piccoli atti, le piccole azioni, i piccoli movimenti che compite nel corso delle vostre varie incarnazioni.
Voi sapete che noi abbiamo dato di «ambiente» una definizione un po’ diversa da quella usata comunemente nel vostro linguaggio, definendo «ambiente» qualcosa che comprende anche tutto lo spazio raggiungibile dai vostri pensieri, dalle vostre emozioni, e non soltanto dal vostro corpo fisico. In questo insieme di piccoli e grandi ambienti in cui vi trovate a vivere, ognuno di voi è inserito e si trova, a un certo punto, a dover fare i conti con tutti quegli elementi che la sovrapposizione di questi ambienti gli fornisce.
Ed è qui, creature, che incominciano i problemi! Moti

Io direi che il problema principale è quello che l’individuo si deve porre, e a cui deve dare risposta, e cioè: «è l’ambiente che influisce su di me o sono io che influisco sull’ambiente?».
Qualcuno di voi ha parlato dell’ambiente del Cerchio, sottolineando che chi partecipa a questi incontri si trova in un ambiente che lo trasforma, modifica il suo modo di rapportarsi con la realtà, il suo modo di ragionare, di pensare; ma siamo davvero sicuri, creature, che sia così? Io vi dico e sono certo di non sbagliare che qualsiasi ambiente agisca su di voi, esso può agire su di voi soltanto per ciò che voi gli permettete di agire.
Se ci pensate bene, a questo punto la prospettiva è un po’ diversa da quella a cui siete abituati; quanto detto significa, infatti, che tutti gli ambienti in cui vi trovate a vivere hanno un importanza relativa, relativa a voi stessi, a come voi interpretate questi ambienti; non sono gli ambienti che influenzano il vostro modo di essere, ma siete voi che approfittate di ciò che l’ambiente vi offre come possibilità per esprimere voi stessi; quindi, alla fin fine, forse è più esatto e preciso dire che siete voi ad influire sull’ambiente che l’ambiente su di voi, pur apparendo esattamente il contrario a tutti voi.
Ma perché quest’idea non vi solletica? Perché vi sembra così difficile da accettare questa concezione? Perché, vedete, creature, nel momento in cui vi rendete conto che siete voi a influire sull’ambiente e non l’ambiente su di voi, non potete più far le vittime, non potete più scaricare le responsabilità sugli altri, sulla società, sul governo, sulla polizia, sulle leggi, e via e via e via; e siete costretti a puntare gli occhi su voi stessi e comprendere perché il vostro comportamento è tale da influire in maniera negativa sull’ambiente nel quale siete inseriti.
Pensate ai rapporti affettivi che avete.
Anche un rapporto affettivo finisce per costituire «un ambiente» tra due persone, un ambiente in cui l’affettività, il rapporto si fonde, comunica tra le persone e permette di creare qualche cosa una sommatoria, come qualcuno diceva che è diverso, come risultato, dalla semplice somma delle due affettività; ma è questo ambiente affettivo che modifica il comportamento delle persone incluse in questo ambiente o sono le persone incluse in questo ambiente che modificano
l’ambiente affettivo?
State attenti, perché capire a fondo questo, veramente, può cambiare il vostro modo di concepire la vostra realtà, la vostra esistenza, il vostro modo di vivere la vita. E la risposta, in questo caso, è che in realtà siete voi che influite sull’ambiente affettivo, non è l’ambiente affettivo che influisce su di voi. Se l’ambiente affettivo non vi soddisfa è perché «voi» non siete soddisfatti dell’ambiente affettivo; se l’ambiente affettivo vi spinge a cercare (che so io?) altre avventure o altri rapporti, è perché «voi» non riuscite a creare in quell’ambiente affettivo ciò di cui avreste bisogno. La responsabilità, quindi, per ritornare a ciò che molto spesso dicevamo in passato, non è dell’altra persona, o delle altre persone, o dell’ambiente, ma la responsabilità è di voi stessi; e questo ricordatevelo sempre, creature, perché ognuno di voi può guardarsi allo specchio e con sicurezza affermare, senza aver timore di sbagliare: «tu sei responsabile, non il resto della realtà». Scifo

Dal volume del , Dall’Uno all’Uno, Volume terzo, parte seconda, Edizione privata

Indice del Dizionario del Cerchio Ifior

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