Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

d-30x30La materia e la sua struttura: approfondimenti. Dizionario del

Forse vi starete chiedendo perché esistono e quali sono i limiti che vi impediscono di vedere la realtà materiale che vi circonda senza essere soggetti all’illusione.
La risposta – che, probabilmente, in gran parte vi sfugge – è, in fondo, abbastanza semplice: i limiti sono strettamente indispensabili e necessari proprio per non farvi comprendere la grandezza del “disegno”. Se voi poteste veramente vedere tutte le materie che sono intorno a voi – a parte il fatto che, se le vedeste tutte contemporaneamente, non riuscireste a capirci praticamente nulla – ma se riusciste a guardarle discernendo in un modo abbastanza comprensibile la grandezza del “disegno”, ad un certo punto dell’evoluzione ciò vi renderebbe talmente storditi da restare bloccati in voi stessi e non riuscireste ad assaporare la vita che conducete.
Ricordate che se siete incarnati sul piano fisico è perché dovete comprendere; se dovete comprendere significa che dovete fare esperienza; se dovete fare esperienza la vostra principale – ripeto: “principale” – preoccupazione deve essere quella di vivere la vostra vita e per far ciò è necessario che la vostra attenzione sia puntata principalmente su voi stessi e sulla vita che state vivendo, o – meglio ancora – su ciò che la vita che state vivendo fa introiettare a voi stessi per smuovere la vostra interiorità e portarvi poi alla comprensione.
Ecco perché certe qualità che permettono di vedere una parte della realtà al di là del piano fisico, vuoi… che so io… la chiaroveggenza, ad esempio, incominciano a comparire soltanto a un certo punto dell’evoluzione, verso la fine, quando cioè l’individuo ha raggiunto un’evoluzione tale per cui, anche possedendo queste doti, la sua vita non verrà sommersa, nascosta da queste doti, ma egli riuscirà comunque e sempre a trarre comprensione dall’esperienza fisica che sta vivendo.
Potreste arrivare a generalizzare quanto ho appena detto arrivando a pensare che, magari, la possibilità di dare una sbirciatina negli altri piani sia comunque e sempre indice di ottima evoluzione. Non sempre è necessariamente così, questo è un campo in cui non è possibile generalizzare o schematizzare all’eccesso, dal momento che vi possono essere migliaia di diversità, migliaia di sfumature nelle varie possibilità; potrebbe essere che la persona ha bisogno di quel tipo di esperienza per comprendere; potrebbe essere una situazione karmica per cui quella persona è costretta – per esempio, per qualche cosa commesso in precedenza – a percepire tutte le volte che un’altra persona sta male, o che una persona viene uccisa, o che un bambino viene rapito come succedeva nel caso di quel veggente famoso; questo indipendentemente dall’evoluzione, ma per necessità karmica.
Non c’è, quindi, una regola fissa sulla questione che vi possa permettere con certezza di stabilire il gradi di evoluzione di una persona in base ai presunti poteri che possiede. A volte volete costringere la realtà in un uovo, ma le pareti di questo uovo son talmente leggere che la realtà sfugge sempre; non è sempre tutto così facilmente quadrabile. D’altra parte che non ci si trovi davanti ad un indicatore sicuro di evoluzione è il fatto che esistano un numero grandissimo di persone con buona o ottima evoluzione che, pure, non possiedono o non manifestano poteri particolari, ma vivono la loro vita nel più semplice e anonimo dei modi.
Un altro piccolo punto che aveva dato dei problemi era il discorso dell’arancio (poi diventato un mandarino, non si sa come mai!).
In realtà, forse è stato presentato abbastanza confusamente il concetto proprio in partenza, in quanto non era stata data la molla iniziale del discorso; era stato detto, come esempio figurato per spiegare l’unità elementare e cosa succede allorché si spezza un’unità elementare, che supponendo il caso che l’unità elementare del piano fisico fosse un’arancia, spezzando l’arancia (quindi spezzando l’unità elementare) non si otterrebbero più due mezze arance (due mezze unità elementari del piano fisico) ma si otterrebbe invece un insieme di materia del piano successivo; senza entrare nel particolare che, certamente, questo insieme di materia del piano successivo conteneva in sé, compenetrata, anche la materia degli altri piani di esistenza, e questo discorso andava ripetendosi poi su tutti i vari livelli di esistenza fino ad arrivare poi dove sapete voi.

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