Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

d-30x30La legge dell’oblio delle vite passate. Dizionario del

Sapere chi si è stati nelle vite passate non è di nessuna utilità perché nel presente ci sono già tutti gli elementi di cui abbisogniamo per andare avanti nel nostro percorso evolutivo.
È per questo motivo che esiste la legge dell’oblio, ovvero il fatto che difficilmente, tranne in casi molto particolari, ci si può ricordare di qualcosa che riguarda le vite precedenti. Essa, inoltre, costituisce per l’individuo incarnato una protezione, dal momento che ricordare tutte le malefatte che si sono compiute nelle vite trascorse opprimerebbe talmente la consapevolezza dell’incarnato da rendergli la vita difficilissima e da bloccarlo sotto il peso soffocante e inestricabile dei sensi di colpa.

Messaggio esemplificativo (1)

Molto spesso ci si chiede perché il ricordo delle vite precedenti non accompagna l’individuo nel corso delle sue incarnazioni, e questo, potrebbe in un primo momento anche apparire non giusto, in quanto il fatto di avere dei ricordi degli errori compiuti potrebbe aiutare a far sì che quegli stessi errori non vengano più compiuti.
Ma, in realtà, non è così, esiste la legge dell’oblio che fa dimenticare, al momento della nuova incarnazione, tutto ciò che si è stati, e questo è molto giusto: infatti se si ricordassero tutte le azioni compiute nel corso delle vite precedenti, se si avesse coscienza di tutte le cattiverie, di tutte le meschinità che si sono commesse, dei tradimenti, degli omicidi, delle violenze e via dicendo, l’individuo vivrebbe la sua nuova vita o con grandissimi sensi di colpa che impedirebbero di agire, oppure tormentandosi continuamente nel dolore e nella sofferenza.
Mentre invece non sapendo quello che è costata la propria evoluzione, cioè tutti i passi necessari (anche se brutti e dolorosi) che si sono dovuti attraversare, si può vivere la vita partendo da una base di serenità, affrontando tutte le esperienze come se fossero nuove. Se non vi fosse la legge dell’oblio di fronte ad ogni esperienza che proponesse una scelta dolorosa di qualche tipo, inevitabilmente, l’individuo si fermerebbe e il fermarsi è sempre un danno per l’evoluzione: è molto meglio sbagliare piuttosto che non sbagliare non facendo nulla.
Lo scopo delle vite è quello di prendere coscienza di un determinato stato interiore, e per far questo è necessaria l’azione, azione che verrebbe inibita, bloccata, frenata dal ricordo di esperienze negative vissute in epoche precedenti.
Soltanto quando l’individuo avrà raggiunto una buona evoluzione e di conseguenza un certo equilibrio interiore, allora, qualche ricordo potrà affiorare, anche se questo affiorare sarà soltanto a livello di sensazione; d’altra parte bisogna ancora considerare che certe attrazioni per epoche storiche, per determinati paesi e paesaggi molto spesso sono motivati dal fatto di aver vissuto in quell’epoca o in quel paese, e questi sono i primi pallidi riscontri dei ricordi che stanno affiorando. Andrea

Sta scritto nelle parole della Bibbia una piccola frase, piccola ma densa di significato, una piccola frase che rispecchia perfettamente l’insegnamento che noi vi andiamo dicendo.
Questa piccola frase così dice: «Non v’è memoria alcuna dei giorni che innanzi a noi sono stati, così come non vi sarà alcuna memoria nel tempo avanti per coloro che appresso a noi verranno».
Questa piccola frase racchiude in sé l’essenza dell’insegnamento riguardante il tema della reincarnazione, e in particolare la «legge dell’oblio». Infatti la misericordiosa legge dell’oblio permette alla goccia divina di poter proseguire nel proprio cammino evolutivo senza il timore di grossi sconvolgimenti interiori.
Infatti, se non vi fosse la legge dell’oblio, quanti problemi sorgerebbero per ognuno di voi, problemi che si aggiungerebbero a quelli non indifferenti che la vita di tutti i giorni vi para innanzi!
Il pensare, magari, di essere stati dei compagni di viaggio infedeli, di essere stati degli assassini, dei truffatori, di essere stati degli arrivisti, il pensiero di essere stati degli individui dediti alla sola materialità, senza scrupoli e rispetto per gli altri, renderebbe pesanti i vostri giorni che già sono minati dalle difficoltà che la vostra società, il vostro mondo, il vostro stesso modo d’essere vi propongono.
Ed anche il non sapere quello che vi aspetterà, ha in sé lo stesso senso, e non solo, ma permette alla goccia divina di trattenere dentro di sé tutto quello che oggi ha raggiunto, per poterlo poi verificare nel momento giusto, nell’occasione giusta, quando le condizioni si mostreranno adatte e sarà possibile compiere l’intero ciclo evolutivo. Michel

1  L’Uno e i Molti, vol. V, pag 78.

Dal volume del , Dall’Uno all’Uno, Volume secondo, parte seconda, Edizione privata

Indice del Dizionario del Cerchio Ifior

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