Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

d-30x30Affinità. Dizionario del

Rapporto di similitudine vibratoria con un’altra individualità.
Il termine è stato usato anche in riferimento alla medianità: per poter intervenire agli incontri tramite un medium è necessario che tra il medium e le entità che intervengono esista un buon grado di affinità, ovvero che le vibrazioni delle entità e quelle del medium abbiano delle decise assonanze in comune.

Messaggio esemplificativo (1)

Può capitare che si incontrino delle persone con cui si hanno delle affinità, con cui si sentono delle similitudini, con cui si trova un riscontro a livello di esempio morale, cioè si sentono queste persone molto vicine a se stessi; talvolta si sentono talmente vicini che si prende addirittura i termini del loro lessico, quasi il loro modo di pensare; nasce, allora, il dubbio se questa cosa è reale o se, invece, si vuole solamente assomigliare a questa persona.
In linea di massima, cercando di generalizzare il più possibile, quando succedono queste cose, se uno sente che è qualche cosa che proviene da se stesso, dalla propria interiorità e non è semplicemente un’imitazione dell’altro vi sono diversi motivi: uno dei motivi più frequenti è il fatto che la persona per cui si sente una particolare attrazione, un particolare, come direste voi giovani d’oggi, feeling, ad esempio, è che vi è stato qualche contatto in una vita precedente. Tutti noi non si nasce e non si vive una sola volta, ma vi è tutta una successione di vite in cui uno sperimenta le varie possibilità che gli vengono offerte dall’esistenza per arrivare a comprendere, al fine di ampliare la propria evoluzione interiore, la propria coscienza, fino a ritrovare quell’unità con tutta la realtà che completa poi l’evoluzione individuale.
Ora, è evidente che nel corso delle varie vite si stabiliscono dei rapporti con le altre persone; dei rapporti spesso di affetto, di amicizia, di amore o altrimenti di avversione, di antipatia, di problemi. Così come ognuno di voi si reincarna, anche le altre persone si incarnano ancora, e succede che quando ci si trova incarnati nello stesso periodo, questa affinità di esistenze passate, questo nuovo incontrarsi di persone che hanno già vissuto assieme, in qualche modo viene a galla attraverso le vibrazioni emanate dalle persone.
Così vi può essere questa sensazione di attrazione, di vicinanza, di simpatia, di particolare piacere col stare con una persona, così come può esservi anche il contrario, naturalmente. Voi pensate a quante volte vi accade di incontrare una persona e «a pelle» vi diventa antipatica immediatamente, pur magari non avendo nessun motivo per giustificare questa cosa. Il più delle volte accade proprio per questo ritorno di vibrazioni comuni per esperienze trascorse assieme in vite precedenti.
Vi è però anche un’altra possibilità, che riguarda la coscienza dell’individuo: ogni individualità che s’incarna, raggiunge una certa coscienza che poi completa, aumenta, nella vita successiva.
Le varie coscienze non sono slegate tra di loro, vi è sempre un collegamento tra tutte le persone che esistono e queste coscienze, quando raggiungono certe comprensioni in comune, accade che si trovino ad entrare in contatto tra di loro anche se non se ne rendono conto. Ecco così che tu, per esempio, incontri una persona che ha molti punti in comune con te come evoluzione, come comprensione, e avviene una specie di allacciamento energetico per cui si crea un’unione con questa persona a livello di coscienza, e vi è una specie di simbiosi, diciamo così, per cui parte della coscienza dell’altro risuona anche in te e questo porta ad un trasformarsi, nella vita che vivete tutti i giorni, del vostro comportamento in similitudine a quella dell’altro. Non è un’imitazione, ma è, come si può dire, un’effusione delle comprensioni degli individui.
Molte volte accade anche di incontrare delle persone che hanno un sentire, una coscienza, più ampia, maggiore della vostra e questo porta chiaramente ad un’attrazione, perché quando voi sentite, vedete una persona e la idealizzate, pensate che possa darvi qualche cosa, chiaramente, cercate di prendere, com’è logico, da questa persona tutto quello che vi può essere utile per migliorare voi stessi.
L’importante, però, è che vi rendiate sempre conto che tutti coloro che sono incarnati, che vivono su questo pianeta, sulla vostra terra, per il fatto stesso di essere incarnati, significa che hanno ancora dei problemi, hanno ancora delle comprensioni da mettere in atto, non sono ancora perfetti. Magari, per errata comprensione, possono dichiararsi anche dei grandi maestri però, tenete sempre presente che soltanto per il fatto di essere incarnati significa che per quanto possano aver compreso, hanno ancora qualcosa da comprendere, hanno quindi ancora dei limiti.
Ora noi diciamo sempre: quando volete seguire un maestro di qualsiasi tipo, qualcuno che ritenete o che si dichiara maestro, se sentite di farlo, se sentite un’affinità verso ciò che dice o che fa questa persona, cercate di seguirlo, certamente, se veramente sentite questa spinta; però cercate anche sempre, nel contempo, di non farvi travolgere dalle vostre illusioni, cercate di essere consapevoli del fatto che quella persona può anche essere in errore senza neppure saperlo, magari. Quindi cercate di mantenere una parte di voi stessi libera ed attenta, critica verso voi stessi, ma anche verso gli altri. Georgei

L’Uno e i Molti, vol. XII, pag. 189 e segg.

Dal volume del , Dall’Uno all’Uno, Volume secondo, parte seconda, Edizione privata

Indice del Dizionario del Cerchio Ifior

 

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