Solo io posso pagare il prezzo della mia realizzazione [zq8]

Charlotte Joko Beck, ZEN QUOTIDIANO
[…] Seguitando nella pratica, le illusioni vengono messe in discussione e ci accorgiamo che (orrore degli orrori!) la libertà esige un prezzo. Nessuno lo può pagare per noi. Capirlo fu per me uno dei colpi peggiori. Mi resi conto che solo io posso pagare il prezzo della mia realizzazione e nessun altro, nessun altro.

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La pratica è un lento morire [zq7]

Da Charlotte Joko Beck, ZEN QUOTIDIANO
Uno dei miei versi preferiti dello Shōyō Rōku dice: “Dall’albero secco sboccia un fiore”. Quando l’avidità e il desiderio umani finiscono, c’è saggezza e compassione: lo stato del Buddha.

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Il fuoco dell’attenzione libera dal condizionamento della mente [zq6]

Charlotte Joko Beck, ZEN QUOTIDIANO
[…] La pratica infrange la nostra chiusa identificazione con noi stessi. Il processo è stato anche definito ‘purificare la mente’. Purificare la mente non significa diventare santi o diversi da come siete; significa togliere ciò che impedisce a una persona […] di funzionare al meglio.

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Il tempo dell’immaginazione e i suoi oggetti psichici [V28]

La resa alla vita si gioca sul tempo. È il tempo della mente l’ambito, del tutto particolare, in cui l’uomo si sente costretto a sperimentare la resa alla vita, che non nasce dalla sua volontà di accettazione, ma dal sentirsi deprivato di quello che voi tutti amate molto, vale a dire l’essere padroni di un tempo stabilito a priori, o perlomeno di mantenerne una buona parte a vostra disposizione.

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Quello che la pratica dello zazen è [zq5]

Da Charlotte Joko Beck, ZEN QUOTIDIANO
Sedere è essenzialmente uno spazio semplificato. La vita quotidiana è un incessante muoversi: cose da fare, gente con cui parlare, situazioni che si succedono. In mezzo a tutto ciò, è molto difficile percepire ciò che siamo.

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Cosa non è la pratica dello zazen [zq4]

Da Charlotte Joko Beck, ZEN QUOTIDIANO.
[…] Prima di tutto, la pratica non mira a produrre un cambiamento psicologico: se pratichiamo con intelligenza, il cambiamento psicologico interverrà da sé. Non metto in discussione che si produca, anzi è meraviglioso; ma intendo mettere in chiaro che la trasformazione psicologica non è lo scopo della pratica.

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Il giudizio che blocca la manifestazione e la relazione

L’inadeguatezza è figlia del giudizio: mi sento inadeguato riguardo a uno standard che percepisco come vincolante per la mia espressione. La mente è davvero sottile e tenta di inserirsi dappertutto, anzi la mente è dappertutto considerando il fatto che nell’incarnazione dell’umano è una dimensione strutturale.

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L’unico maestro è la mia esperienza della vita [zq3]

Da Charlotte Joko Beck, ZEN QUOTIDIANO.
[…] Le ultime parole del Buddha furono: “Siate un lume a voi stessi”. Non disse: “Correte da questo a quell’insegnante, da questo a quel centro”. Disse:   “Siate un lume a voi stessi”.
Intendo parlare del problema dell’autorità’.

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