Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

d-30x30Morale. Dizionario del

Come abbiamo detto più volte il concetto di «morale» non è qualcosa di fisso e ben definito nel tempo, ma si tratta di un concetto estremamente variabile, di pari passo con i mutamenti della società.
Basta pensare al secolo scorso (quindi non molto tempo fa) quando suscitava scalpore e invettiva da parte dei moralisti la donna che mostrava «impudicamente» le caviglie, al punto che si racconta che la regina Vittoria facesse coprire le gambe dei tavoli per evitare l’insorgere di pensieri lascivi! Se la regina Vittoria fosse ancora viva si sentirebbe svenire guardando un vostro giornale o vedendo l’abbigliamento che viene usato.
Semplice moda o perdita dei valori morali e decadenza dei costumi? Secondo le Guide si tratta di un momento di confusione dell’umanità che, col loro solito ottimismo, affermano preludere a un cambiamento generale della coscienza di gran parte dell’umanità: perché i nuovi valori possano essere accettati è necessario che i vecchi valori vengano superati e questo cambiamento (come accade per ogni mutamento, in realtà) passa sempre attraverso a momenti di eccesso e di confusione morale prima che la massa si renda conto che non è quello che, in cuor suo, sta aspettando.

Messaggio esemplificativo (1)

Spesso l’uomo si dibatte nelle sue stesse trappole, aggirandosi negli angusti corridoi che i concetti che ha creato gli formano attorno, rimbalzando da una parte all’altra senza posa, senza riuscire a trovare il modo di interrompere quel moto falsamente perpetuo in cui si viene così a trovare. Sto parlando del gioco dei contrari, gioco che è necessario all’ampliamento graduale dell’autocoscienza, ma che può finire col rivelarsi una trappola senza sbocco allorché l’individuo non riesce a risolvere, in un modo o nell’altro, il dubbio su quale dei due opposti si addice facilmente e maggiormente a una data situazione.
Se io vi chiedessi se preferite bere un caffè amaro o un caffè dolce, è certo che ognuno di voi saprebbe risolvere immediatamente questo contrasto senza turbamenti di sorta, ma è solo quando il gioco dei contrari si sposta su piani più «interiori» – diciamo pure più «spirituali» – che il gioco cessa di essere tale e diviene invece causa di possibili afflizioni e tormenti.
Mi riferisco a quei contrari del tipo «giusto-ingiusto», «bene- male», davanti ai quali siete soliti rimanere più indecisi, più confusi, più incerti, perché non riuscite a decidere quale etichetta applicare a un’azione o a un concetto. Poiché una domanda ci è stata rivolta in questo senso, voglio soffermarmi in particolare sulla dualità, sulla coppia dei contrari, «morale-immorale».
Morale: «Complesso di principi di varia natura che inducono l’individuo a tenere un comportamento invece che un altro». Come tutte le definizioni, anche questa ha molti difetti e pochissimi pregi, tuttavia non voglio entrare in una discussione di questo tipo, così come non è mia intenzione fare una dissertazione filosofica sul concetto di moralità in quanto risulterebbe noiosa per tutti; intendo invece cercar di scoprire da dove nasce l’idea di moralità o di immoralità, analizzando un esempio pratico, perché ritengo che niente più di un esempio possa servire per chiarire i punti di vista.
Un bimbo, felice nella sua nudità, gioca con i suoi genitali. Questa è di certo un’immagine che ognuno di voi ben conosce in quanto è altamente improbabile che non vi sia mai capitato di vedere un bimbo, anche molto piccolo, compiere con spontaneità e divertimento questo atto. Nell’osservarlo certo avrete sorriso; alcuni di voi, magari, avranno brontolato; altri saranno leggermente arrossiti ma nessuno, ne sono sicuro, avrà giudicato, anche solo per un momento, immorale il comportamento del bimbo.
Un uomo, nudo, gioca con i suoi genitali.
Non è questa un’immagine che vi sarà capitata di vedere di frequente, anche in tempi permissivi come quelli che vi sembra di vivere! Quindi, se proprio non avete un episodio di vita vissuta direttamente a cui fare riferimento, sforzatevi di dare corpo alla vostra fantasia e di immaginarvi per un attimo come spettatori di una scena del genere. Vedo le vostre espressioni: chi sarebbe nauseato, chi correrebbe al telefono per avvisare la polizia, preoccupato per altri spettatori più giovani e «innocenti», chi – magari – darebbe una sbirciatina non vista tra le fessure delle mani poste pudicamente sugli occhi, per non vedere cotanto obbrobrio… tutti insomma, chi più chi meno, giudichereste scandaloso e immorale quanto state vedendo.

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