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d-30x30Modelli positivi e negativi. Dizionario del

Cerchiamo di essere sinceri, franchi, aperti, di non avere peli sulla lingua, di non nasconderci dietro un dito, due dita, la mano, … un muro: perché l’individuo ha dei modelli?
Il motivo è uno, semplice, unico, generale, valido per tutti e indiscutibile: per una questione egoistica, perché pensa di poter prendere qualcosa da questo modello.
Questo significa che avere e sentire il bisogno di un modello sottolinea il fatto che si vorrebbe essere qualche cosa che non si è. Giusto? Cerchiamo di applicare la logica e la razionalità al discorso. Significa, ancora, cercare di voler assomigliare a qualcun altro perché si ha l’idea che ciò che l’altro fa, ciò che dice o come si comporta sia proprio quello che manca a se stessi per essere altrettanto belli, forse, come il modello.
Voi direte: «Esistono, però, i modelli negativi»; sembra che, per quello che riguarda i modelli negativi, tutto questo discorso possa non andar bene. Non è vero, creature. In realtà, la spinta è comunque sempre la stessa.
Infatti, anche per quello che riguarda il cosiddetto «modello negativo» – e ce ne sono tanti nella vostra epoca: visto che avete parlato di musica, basta pensare a certi artisti che si presentano secondo modelli certamente non molto accettabili o non molto piacevoli – quello che si desidererebbe prendere, si desidererebbe avere dal «modello negativo» che si prende come modello per se stessi, non è tanto il comportamento del modello ma quello che quel modello ottiene attraverso la presentazione dell’immagine che dà; ovvero, per essere un po’ più semplice, l’importanza, il clamore, la fama e i soldi che riesce ad acquisire dando un’immagine negativa invece che un’immagine positiva.
Quindi, alla fin fine, che il modello sia positivo o negativo non è che abbia molta importanza, sotto questo punto di vista; in realtà, il modello, poi, è un «modello»; come diceva qualcuno non è né positivo né negativo, ma diventa positivo o negativo nel momento in cui l’individuo cerca di far fruttare l’uso di questo modello per quello che riguarda se stesso.
Avendo dunque stabilito che ciò che muove l’individuo alla ricerca di un suo modello è il bisogno di avere, o l’illusione di poter avere qualche cosa che altrimenti non avrebbe, bisogna considerare gli altri elementi che si inseriscono, ovviamente, in questo tentativo di accaparrarsi il modello; perché è facile pensare: «La tal persona, il tal personaggio è il mio modello» però, prima o poi, ci si scontra col fatto che il modello talvolta non è così facilmente raggiungibile o imitabile come può sembrare, e molte volte si finisce con l’essere soltanto una brutta copia, e persinanco ridicola, del modello che si vuole imitare. Questo, perché? Perché non è così facile prendere veramente a modello un’altra persona, un’altra immagine e riflettersi talmente in essa da diventare simili in tutto per tutto ad essa?

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